L’Italia di Rino Gattuso ha mancato l’accesso al Mondiale, ennesimo fallimento dopo il traguardo appena sfiorato sia per il 2018 che per il 2022. E ora questi sono come sempre i giorni delle riflessioni e dei bilanci. Risultati Mondiali 2026 Calcio saranno ancora una volta importanti solo a metà, avranno peso relativo perché mancherà l’attesa per gli azzurri, l’emozione per le tre partite del girone, un’intera generazione costretta a conoscere la competizione più importante a livello di nazionali solo attraverso il racconto dei genitori. E torna ogni tanto forte una domanda, un dubbio lecito: ma, in termini di convocazioni, è stato fatto tutto il possibile per provare a passare il turno nei playoff? Oppure sono rimasti a casa giocatori che avrebbero potuto dare una mano differente e un contributo alternativo per il passaggio del turno e l’accesso al Mondiale? Una domanda forse retorica dato che, guardando soprattutto le ultime partite, diversi sono i giocatori di talento e in forma che sono rimasti a casa contro Irlanda del Nord e Bosnia. Ne abbiamo scelti quattro, potevano essere molti di più.
Zaniolo a casa, eppure a Udine brilla da mesi
Il nome più frequente pronunciato da tutti e citato sui social è quello di Nicolò Zaniolo. Proprio lui, l’esterno dell’Udinese che in Friuli sembra aver ritrovato quella serenità e continuità tecnica che era mancata negli ultimi anni caratterizzati soprattutto da infortuni e problemi fisici. Zaniolo a Udine è rinato e non è un caso che il suo nome sia stato accostato a diverse big del calcio italiano per la prossima estate. E alla Nazionale poteva far comodo per diversi motivi. Intanto per le sue qualità, per la capacità di superare l’uomo, di dribblare, di arrivare con facilità alla conclusione. Ma poi anche per l’aspetto tattico. Zaniolo infatti poteva sia agire come seconda punta nel 3-5-2 ma poteva anche permettere a Gattuso di modificare modulo utilizzandolo sia come esterno di destra che come trequartista. Invece, il ct ha scelto di puntare su tanti centravanti e su pochi esterni offensivi. E allora il secondo nome che facciamo è quello di Bernardeschi, in crescita con il Bologna. Anche lui poteva diventare una soluzione alternativa per variare tatticamente la squadra in caso di necessità. E anche lui come Zaniolo avrebbe potuto garantire alla Nazionale italiana quella imprevedibilità e quel talento che si è appena intravisto nelle due partite e soprattutto in finale contro la Bosnia.
Freschezza a sinistra: quante frecce rimaste a casa
Altri due nomi che possono diventare dei rimpianti sono due esterni sinistri, ruolo di Dimarco ma che poteva prevedere anche delle alternative a gara in corso. Soprattutto perché proprio l’intervista nel secondo tempo contro la Bosnia non era al top della forma. Uno come Ruggeri dell’Atletico Madrid, ad esempio, sta brillando in Champions con l’Atletico Madrid di Simeone mentre non è stato neppure convocato con l’Italia. Così come a Bergamo sta facendo molto bene ormai da tempo Bernasconi, anni 22, esterno sinistro a tutta fascia che con Palladino sta crescendo tanto. Lui poteva diventare come Palestra a destra una soluzione verde anche per abbassare l’età media e garantire al roster azzurro una vivacità necessaria in determinati momenti della partita. Volendo, come non citare sempre a sinistra Bartesaghi, scelto per l’Under 21. Altro giocatore di gamba, giovane, in ascesa, che poteva tornare utile sia in semifinale che in finale. Insomma, non ci sarà mai la controprova, ma forse anche solo un paio di questi giocatori, secondo i tifosi e l’opinione pubblica, potevano permettere a Gattuso di avere qualche chance in più di volare al Mondiale per avere delle soluzioni anche tattiche differenti nel corso delle due partite. Invece l’Italia è partita col 3-5-2 e ha avuto difficoltà ad abbandonare quel modulo. E oggi si ritrova spettatrice americana del terzo Mondiale di fila senza gli azzurri. Una ferita apertissima per l’intero movimento calcistico.
