Si è chiuso con cinque condanne e quattordici pronunce di assoluzione il processo con rito ordinario nato dall’inchiesta “Nuova Linea”, celebrato davanti al Tribunale di Reggio Calabria, presieduto dal giudice Silvia Capone.
Tra gli imputati prosciolti figurano il sindaco di Scilla, Gaetano Ciccone, e l’ex primo cittadino Pasqualino Ciccone. Il primo era chiamato a rispondere dell’accusa di traffico di influenze, mentre il secondo era imputato per scambio elettorale politico-mafioso. Entrambi sono stati assolti.
L’indagine aveva acceso i riflettori sui presunti interessi della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale di Scilla. Secondo l’ipotesi accusatoria, la cosca Nasone-Gaietti avrebbe cercato di condizionare l’attività dell’ente locale, affiancando a questo una serie di estorsioni ai danni di imprese impegnate nell’esecuzione di lavori pubblici, non solo nel territorio di Scilla ma anche in altri comuni dell’area.
Tra le assoluzioni anche quella di Bruno Doldo, dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Scilla, che era sotto processo con l’accusa di turbativa d’asta.
Il collegio giudicante ha invece inflitto nove anni di reclusione a Rocco Busceti, sette anni ad Antonino Cosentino, detto “Poldino”, quattro anni e sei mesi a Rosario De Giovanni, venti anni a Giovanni De Lorenzo e ventidue anni a Rocco Vizzari. Per De Lorenzo e Vizzari le pene sono state determinate in continuazione con altre condanne già oggetto di precedenti procedimenti penali.
