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Violenza sulle donne, a Crotone nasce ‘Una stanza tutta per sé’. Cannizzaro: “Atto concreto di supporto”

Un atto concreto per prevenire e contrastare la violenza sulle donne: questo è Una stanza tutta per sé’, un piccolo grande gesto di sensibilità e di supporto reale.”

A dirlo è Francesco Cannizzaro, Vice Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati e Segretario regionale della Calabria.

Oggi, insieme al Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, ed al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ho partecipato con grande convinzione all’inaugurazione della stanza dedicata all’accoglienza delle donne vittime di violenza, uno spazio pensato per offrire ascolto, tutela e supporto a chi trova il coraggio di denunciare i soprusi affidandosi alla Questura di Crotone. Realizzare un ambiente riservato, accogliente e protetto all’interno di una Questura significa compiere un passo fondamentale per accompagnare le vittime in un momento estremamente determinante della loro vita e testimonia l’attenzione dello Stato su un tema così delicato come quello della violenza di genere. Il momento della denuncia è spesso il più difficile per una vittima: paura, fragilità e senso di solitudine possono rendere ancora più complesso compiere quel passo. Disporre di un luogo dedicato, pensato per accogliere con rispetto e professionalità, è fondamentale per garantire alle donne un primo contatto con lo Stato fondato sull’ascolto e sulla protezione.

A tal proposito – aggiunge l’On. Cannizzaro – desidero esprimere il mio sincero apprezzamento e ringraziamento al Questore di Crotone, Renato Panvino, per questa importante iniziativa, fortemente voluta e realizzata insieme all’Associazione Soroptimist, presieduta da Maria Lucia Cosentino, dando un segnale tangibile di attenzione e di vicinanza delle istituzioni e del tessuto sociale del territorio verso le donne che hanno subito violenze. L’apertura di questo spazio non è soltanto la creazione di una stanza, ma rappresenta un simbolo di civiltà istituzionale. Ritengo, infatti, che iniziative come questa debbano diventare un modello da esportare in tutte le questure d’Italia. La lotta alla violenza sulle donne si combatte con le leggi, con il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, ma anche con la capacità delle istituzioni di creare luoghi e strumenti concreti di sostegno.

Il mio compiacimento, dunque, va a tutto il personale della Polizia di Stato ed ai tanti volontari delle associazioni impegnati concretamente ogni giorno per il prossimo, e che a loro volta sanno di poter contare anche sull’attento lavoro di un brillante Procuratore della Repubblica quale è Giuseppe Guarascio.

La battaglia contro la violenza di genere si vince solo facendo rete tra istituzioni, forze dell’ordine e società civile, garantendo soluzioni concrete tramite strumenti reali di tutela e di rinascita.

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