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Inchiesta “Teorema”, disposto il giudizio immediato per cinque imputati: udienza il 14 ottobre

Nuovo sviluppo nell’inchiesta “Teorema”, l’indagine della Procura di Crotone che ipotizza un sistema di appalti pilotati all’interno dell’Amministrazione provinciale. Il giudice per le indagini preliminari Assunta Palumbo ha disposto il giudizio immediato nei confronti di cinque persone, ritenendo fondata la richiesta avanzata dal procuratore Domenico Guarascio e dal sostituto procuratore Rosaria Multari. Il processo prenderà il via il prossimo 14 ottobre.

A comparire davanti al tribunale saranno Fabio Manica, 47 anni, già vicepresidente della Provincia ed ex consigliere comunale di Crotone; l’imprenditore Giacomo Combariati, 42 anni; l’ingegnere Luca Bisceglia, 52 anni; la moglie Rosaria Luchetta, 47 anni, architetta; e l’avvocato Francesco Manica, 50 anni, fratello di Fabio. Nei loro confronti, a vario titolo, vengono contestati i reati di associazione per delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, truffa e frode nelle pubbliche forniture.

Gli imputati avranno quindici giorni di tempo per scegliere un eventuale rito alternativo, optando per il giudizio abbreviato oppure per il patteggiamento.

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, che ha coinvolto complessivamente venti persone nell’indagine, il presunto sistema illecito avrebbe consentito di assegnare incarichi professionali e appalti diretti, tutti di importo inferiore alle soglie previste dalla normativa, a soggetti individuati preventivamente. Una parte dei compensi percepiti da professionisti e imprese sarebbe poi confluita nelle casse della società Sinergyplus Srl, formalmente intestata a Giacomo Combariati ma che, secondo gli investigatori, sarebbe stata di fatto gestita da Fabio Manica. Da lì il denaro sarebbe stato successivamente redistribuito ai componenti del presunto sodalizio. Gli investigatori hanno definito questo meccanismo una “tangente di ritorno”.

Gli appalti al centro dell’inchiesta riguarderebbero interventi negli istituti scolastici superiori Lucifero, Pitagora, Gravina e Filolao, oltre a lavori commissionati dai Comuni di Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina.

Le indagini avrebbero inoltre accertato che Fabio Manica, nell’arco di 36 mesi, avrebbe percepito oltre 103 mila euro attraverso il presunto sistema illecito. Secondo l’accusa, quelle somme sarebbero state impiegate anche per spese personali, tra cui viaggi, l’acquisto di un’autovettura Bmw, abbigliamento, polizze assicurative e spese per pranzi e cene.

Nell’ambito dell’inchiesta, lo scorso 31 marzo la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 400 mila euro, comprendente conti correnti, immobili, autoveicoli, beni aziendali e quote societarie, incluse due società con sede in Emilia-Romagna.

La Procura aveva inoltre ottenuto cinque misure cautelari: Fabio Manica e Giacomo Combariati erano stati condotti in carcere, mentre Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta erano stati posti agli arresti domiciliari. Per Francesco Manica era stato invece disposto il divieto di dimora nel Comune di Crotone. Il successivo 19 maggio il quadro cautelare è stato parzialmente modificato con la concessione degli arresti domiciliari anche a Fabio Manica e Giacomo Combariati.

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