La capacità economica e la diffusione internazionale della ‘ndrangheta continuano a rappresentare una sfida per magistratura e forze dell’ordine. A sottolinearlo è stato Salvatore Curcio, procuratore della Repubblica di Catanzaro, nel corso di un intervento a “Trame”, il Festival dei libri sulle mafie in svolgimento a Lamezia Terme.
Nel suo intervento, il magistrato ha evidenziato come il fenomeno mafioso calabrese abbia assunto dimensioni tali da rendere difficile una valutazione completa della sua effettiva estensione. “Non abbiamo ancora reale contezza del fenomeno ‘ndranghetistico, ne’ in termini di diffusione ne’ per l’enormita’ delle ricchezze accumulate”, ha affermato.
Curcio ha poi richiamato l’attenzione sul ruolo internazionale assunto dall’organizzazione criminale, soffermandosi in particolare sui rapporti con i circuiti del narcotraffico sudamericano. Secondo il procuratore, la ‘ndrangheta ha ormai superato da tempo la dimensione tradizionale che la caratterizzava in passato. “E’ diventata un’industria del crimine, non e’ piu’ quella degli anni Settanta. Oggi non c’e’ un’indagine seria di ‘ndrangheta che non imponga cooperazione con i Paesi di tutto il mondo, attraverso joint investigation teams e rapporti con autorita’ giudiziarie e polizie di tutti i continenti”.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema del traffico di stupefacenti, considerato uno dei principali motori economici delle organizzazioni mafiose. Curcio ha ribadito come il mercato della cocaina continui a rappresentare un elemento centrale negli equilibri criminali, invitando però a riflettere non solo sull’offerta, ma anche sulla domanda. “Il tema della cocaina non e’ mai venuto meno: in Italia la domanda resta elevatissima – ha detto – e, crescendo la domanda, cresce anche l’offerta. Per cambiare davvero le cose bisogna lavorare anche su questa prospettiva”.
