Un progetto culturale fuori dagli schemi prende forma nel centro storico di Rende con “Return – Museo delle storie perdute”, iniziativa ideata dal collettivo artistico ConimieiOcchi per trasformare memorie, racconti e vissuti della comunità in un’esperienza artistica condivisa.
L’iniziativa punta a costruire un museo “non convenzionale”, alimentato dalle testimonianze raccolte attraverso laboratori creativi, interviste, attività performative ed esplorazioni urbane. “Return – spiegano i promotori – nasce con l’obiettivo di recuperare e restituire, tramite i linguaggi dell’arte contemporanea, il patrimonio umano, orale ed emotivo del centro storico di Rende”, trasformando l’intero quartiere in “una residenza artistica a cielo aperto”.
Giunto alla seconda edizione, il progetto coinvolgerà cittadini, studenti universitari, associazioni e operatori culturali in un percorso di ricerca e produzione artistica destinato a intrecciare il borgo antico con l’Università della Calabria e il tessuto urbano circostante.
L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, non è realizzare un semplice evento temporaneo, ma dare vita a “un laboratorio culturale permanente”, capace di stimolare riflessioni sui luoghi marginali e sui cambiamenti sociali che attraversano la Calabria.
Le attività sono già partite il 9 maggio con i primi incontri tra gli artisti coinvolti. Alessandro Rizzo, compositore di musica elettronica e soundscape, insieme allo scrittore Michele Trotta, ha avviato un lavoro di ricerca dedicato all’ascolto e alla raccolta di “storie dimenticate, trasformate o sospese”, grazie anche alla collaborazione con l’Auser.
Parallelamente, l’artista Delia Dattilo sta lavorando a un’opera grafica ispirata al progetto, destinata a diventare il simbolo visivo dell’intera manifestazione.
Tra gli appuntamenti in programma, il 9 giugno spazio a “Pasta nelle città”, ricerca artistica curata da Giulia Secreti e dalla fotografa Raffaella Arena, che metterà in relazione i formati della pasta con le geometrie architettoniche dei centri storici. Il 21 giugno seguirà “M’a mpari? T’a mparo!”, ancora a cura di Secreti, dove la cucina diventerà luogo di racconto e memoria collettiva.
Dal 6 all’8 luglio il regista e sceneggiatore Saverio Tavano guiderà invece un laboratorio dedicato alla scrittura performativa e alla ricerca personale, mentre nei primi giorni dello stesso mese saranno coinvolti anche studenti universitari in attività di riflessione sulle storie che si trasformano o rischiano di scomparire.
Il percorso culminerà in una restituzione pubblica attraverso installazioni sonore, performance partecipative, opere grafiche, contenuti audiovisivi e percorsi narrativi digitali. La chiusura del progetto è prevista il 9 luglio con la mostra fotografica di Angelo Maggio dedicata al tema del “Non finito calabrese”, una riflessione sulle “storie sospese” e sulle trasformazioni dei territori oltre la semplice contrapposizione tra degrado e bellezza.
“Il sostegno istituzionale richiesto al Comune di Rende – concludono gli organizzatori – rappresenta un passaggio importante per dare continuità a un progetto che vuole prendersi cura del centro storico e della sua memoria collettiva”.
Return è realizzato in collaborazione con Pro Loco Arintha Centro Storico, Centro Women’s Studies Unical, Auser, Casa dei diritti sociali Focus Cosenza e Strade di Casa.
