“Se si dice la verità si è sicuri, prima o poi, di essere scoperti” - Oscar Wilde
HomeAgoràAgorà CosenzaPresentato al Palazzo Arcivescovile di Cosenza il libro di poesie “Appunti di...

Presentato al Palazzo Arcivescovile di Cosenza il libro di poesie “Appunti di disincanto” di Rosario Branda, pubblicato da Rubbettino Editore

Dirigente d’azienda, impegnato nella promozione dello sviluppo territoriale da 40 anni, da direttore di Confindustria prima e da Assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Cosenza oggi, Rosario Branda, autore di diverse pubblicazioni sull’economia e sull’enologia calabrese, si cimenta per la prima volta nel genere letterario più intimo della poesia.

L’incontro, inserito nell’ambito della rassegna “Incontro con i libri” promossa dalla casa editrice, ha rappresentato un momento di riflessione culturale e umana attorno ad una raccolta poetica capace di attraversare temi universali come il tempo, la memoria, la solitudine, gli affetti, la speranza e il bisogno di autenticità nella vita di tutti i giorni.

Ad intervenire il Sindaco di Cosenza Franz Caruso, il Prefetto della Provincia di Cosenza Rosa Maria Padovano, l’editore Florindo Rubbettino, la docente del Liceo “Bernardino Telesio” Rosanna Tedesco, curatrice della prefazione al volume e l’autore della raccolta, Sarino Branda.

Presenti tanti rappresentanti delle istituzioni ed autorità militari tra cui il Questore di Cosenza Antonio Borrello, il Comandante provinciale dei Carabinieri Col. Andrea Mommo, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Gen. Giuseppe Dell’Anna.

“Appunti di disincanto” si sviluppa come un itinerario poetico fatto di frammenti di vita, immagini, ricordi e riflessioni che trasformano il disincanto in uno sguardo più lucido e consapevole sulla realtà. La raccolta affronta il tema del tempo non soltanto come scorrere degli eventi, ma come spazio interiore nel quale prendono forma emozioni, legami, ferite, sogni e possibilità di ripartenza. Ne emerge una scrittura autentica e profondamente umana, capace di parlare al lettore con immediatezza e sensibilità.

“Il titolo – ha sottolineato l’autore – nasce dall’idea di raccogliere frammenti di vita, pensieri, emozioni e riflessioni maturate nel tempo. Queste poesie non vogliono avere la pretesa di offrire verità assolute, ma piuttosto tracce interiori, momenti di consapevolezza. Il disincanto, non è per me rinuncia o pessimismo, ma consapevolezza che tende a maturare, il momento in cui si perde un’illusione, ma si acquista uno sguardo più autentico sulla realtà. È una forma di maturità emotiva, è guardare la vita senza filtri, accettandone le fragilità e le contraddizioni. Una continua tensione verso ciò che per fortuna resta vivo: gli affetti, i ricordi, gli amici, i figli, il tempo condiviso, la possibilità di ripartire. Il tempo è probabilmente il vero filo conduttore del libro. Mi interessa il modo in cui il passato continua ad abitare il presente, attraverso i ricordi, le assenze, le persone incontrate, gli errori e le occasioni perdute. La memoria per me non è nostalgia sterile, ma uno spazio interiore in cui si costruisce la nostra identità. Ciò che abbiamo vissuto continua a parlarci, a influenzare le nostre scelte e persino il nostro modo di guardare il futuro. Nel volume c’è sicuramente una componente autobiografica molto forte. Le esperienze vissute diventano materia di ispirazione e, in qualche misura, cercano di trasformarsi in qualcosa che abbia un respiro più generale. Una ferita individuale può diventare una riflessione condivisa sul dolore, sulla solitudine, sul tempo o sui legami umani. Quello che mi piacerebbe è che chi legge potesse riconoscersi tra i versi”.

Articoli Correlati