Un nuovo progetto musicale che si propone come un vero e proprio viaggio attraverso affascinanti sonorità d’altri tempi. Suoni antichi, forse in parte dimenticati, torneranno a vivere sul palcoscenico dell’Auditorium Zanotti Bianco di Reggio Calabria, sede dell’Accademia del Tempo Libero ODV grazie al musicantore reggino Fulvio Cama, che ne firma testi e musiche, dando forma a uno spettacolo di grande suggestione.
L’esecuzione, che si svolgerà sabato 31 gennaio 2026, alle ore 18, sarà un vero e proprio racconto che attraverserà storia, radici e tradizioni, restituendo al pubblico il valore profondo della memoria musicale.
Mousikarché, infatti, è l’affascinante neologismo che unisce due radici della lingua greca antica e due concetti cardine della cultura ellenica: la mousiké, che non indicava solo la musica come la intendiamo oggi, ma l’insieme delle arti protette dalle Muse (poesia, danza, canto e melodia). Una somma di armonia e sapere insomma. E l’archè, termine filosofico che indica il principio, l’origine, il punto da cui tutto ha inizio.
Dunque, lo spettacolo di Cama nasce proprio dal punto di origine, in cui l’uomo inizia a cantare e suonare. Da quando inizia a sentire l’esigenza di cibare la propria anima.
Fulvio Cama ripropone i suoni che riecheggiano in quelle epoche portando in scena l’arco preistorico, dove la bocca dell’uomo diventa cassa di risonanza; il marranzano di canna e la sanza, ed altri strumenti arcaici, come la “kelis lyra”, costruita col carapace di tartaruga, che utilizzano elementi primordiali e naturali per trasformare il respiro e il tocco in vibrazione.
Dopo aver evocato i suoni della preistoria, si canterà in greco con l’“Epitaffio di Seikilos”, il più antico spartito musicale completo della musica greca giunto fino a noi, per passare alla poesia di Ibico Reggino con la sua “Eri men” che accompagna il viaggio attraverso i millenni, tra i miti, le leggende, le storie e le tradizioni strettesi.
Le musiche sono orchestrate dai Maestri Giuseppe Maira alle percussioni, Maria Spanti al fagotto ed ai clarinetti, Guiada Carere al violoncello.
Un concerto emozionale creato da reggini che riportano a una Reggio che profuma di terra e di fuoco con i brani: “Asprumunti” e “Mungibeddhu”, sotto un cielo pieno di visioni svelate nel canto della “Fata Morgana” nella “lingua morta” del latinista Diego Vitrioli. “Lo sa soltanto il mare” è invece il brano tratto dalla colonna sonora della Metaconferenza sui Bronzi di Riace che Cama ha dedicato alle statue bronzee più belle del mondo nel suo CD “Il canto dei Bronzi di Riace”.
Canti in greco, grecanico, ma anche in dialetto, che parlano di noi, della nostra gente, delle nostre ricchezze e dei nostri sogni, proposti in veste world music con sonorità etniche e classiche, popolari e di musica colta al tempo stesso, in un progetto che è una bella sorpresa nel panorama della nostra musica contemporanea d’autore.
“Sarà una serata di alto livello artistico e culturale – ha affermato il presidente dell’Accademia del Tempo Libero, Celestino Giovannini – un appuntamento che unirà qualità musicale, ricerca e valorizzazione delle nostre radici, confermando l’impegno dell’Accademia nel proporre iniziative capaci di emozionare e al tempo stesso di arricchire culturalmente la città”.
