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Braccianti uccisi, Castellucci (FAI Cisl): “Azioni dure contro il caporalato”

“L’uccisione dei quattro braccianti pakistani morti carbonizzati in un’auto in Calabria, ad Amendolara, rappresentano un fatto di una gravità inaudita. Attendiamo i dovuti chiarimenti che spettano alla magistratura e alle forze dell’ordine, ma sullo scenario di quanto accaduto, come apprendiamo in queste ore dagli organi di informazione, sembra esserci ancora una volta l’ombra dello sfruttamento e del caporalato. Su questo piano la FAI Cisl continua a chiedere azioni forti e coerenti e un impegno comune necessario, tra istituzioni, imprese e parti sociali, per l’emersione del lavoro nero e per sollecitare i lavoratori a denunciare sempre ricatti e violenze”.
Lo scrive sulla pagina Facebook della FAI CISL nazionale il Reggente Antonio Castellucci.
“È un quadro desolante per il lavoro bracciantile – prosegue il sindalista – dove accanto alle tante imprese che operano nella legalità esiste anche una rete parallela che arruola sfruttatori e si allea con la criminalità organizzata. Una parte ancora significativa del lavoro agricolo, soprattutto tra i lavoratori migranti, resta ai margini dei circuiti della legalità e della bilateralità ed è ancora segnata da fenomeni di caporalato e sfruttamento, contro i quali la FAI è quotidianamente impegnata. In questo momento di profondo dolore – conclude Castellucci – non possiamo che sollecitare celerità e chiarezza sulla vicenda ed esprimere la piena solidarietà e vicinanza del sindacato alle famiglie dei lavoratori uccisi”.
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