Non basta raccontare la tradizione per renderla strumento di promozione; al contrario, bisogna viverla, praticarla, trasmetterla. Con i laboratori musicali e teatrali dedicati alle tradizioni arbëreshë, che partiranno sabato 28 marzo alle ore 9.30 presso l’IC di San Demetrio Corone – plesso Vaccarizzo Albanese, la 43ª Rassegna del Costume compie un passo in avanti decisivo: trasformare la memoria in esperienza educativa concreta.
FUORI DAI MUSEI, L’IDENTITÀ ARBËRESHË SI RINNOVA NELLE MANI DEI GIOVANI
È quanto fa sapere il Sindaco Antonio Pomillo, sottolineando come l’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale nell’ambito della più ampia programmazione culturale di Vakarici – il Salotto Diffuso, il brand territoriale identitario che unisce cultura, turismo ed economia locale in una visione integrata, si inserisca in una visione strategica che lega tradizione, scuola e comunità. L’identità arbëreshë – dice – non si conserva nei musei, ma si rinnova nelle mani e nelle voci dei nostri ragazzi. Con questi laboratori investiamo su una trasmissione autentica, viva, contemporanea.
UN PROGETTO SOSTENUTO DALLA REGIONE CALABRIA
L’iniziativa è finanziata dalla Regione Calabria nell’ambito dell’Azione 6.8.3 del POC 2014/2020 – Sostegno e promozione turistica e culturale, confermando il valore strategico riconosciuto alle politiche di valorizzazione identitaria e territoriale.
STUDENTI PROTAGONISTI DELLA TRADIZIONE
I laboratori vedranno protagonisti gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, coinvolti in un percorso formativo che unisce musica, teatro e narrazione popolare. Non un’attività didattica tradizionale, ma un’esperienza immersiva in cui i giovani diventano custodi attivi di un patrimonio millenario.
CANTI, MUSICA E MEMORIA COLLETTIVA: 7 CANTI IN RASSEGNA
Particolare attenzione sarà dedicata alla riscoperta dei canti e delle sonorità arbëreshë, con il contributo dell’esperta Emiliana Oriolo, che guiderà i ragazzi in un viaggio tra melodie e testi che da secoli attraversano la storia dell’Arberia. Sette, nel totale, le musiche e i canti della tradizione che saranno passati in rassegna dall’occhio attento dei giovani da Kopile, moh kopile a Moj ti pula këmbaleshe, da Kopile, moj kopile a Moj e bukura More, da Te fiku monotil a E shehura, per finire a Ka mali m’u kallar. Frammenti di una tradizione orale – commenta il Sindaco – che continua a vivere e a trasformarsi, trovando oggi nuove forme di espressione.
CON ROKA LA GARANZIA DI UNA DIREZIONE ARTISTICA DI AMPIE VEDUTE
Il percorso è curato dal direttore artistico Roberto Cannizzaro di Roka Produzioni. Questi laboratori – ricorda – rappresentano un ponte tra generazioni. I ragazzi non solo apprendono, ma reinterpretano la cultura arbëreshë con uno sguardo nuovo, mantenendo rigore e autenticità. Il progetto, avviato nell’ambito della Rassegna del Costume, tra le più longeve dell’intero contesto culturale dell’Arberia, culminerà con uno spettacolo finale previsto per la fine di maggio, momento in cui il lavoro svolto diventerà restituzione pubblica e condivisa.
IL SALOTTO DIFFUSO COME SCUOLA DI COMUNITÀ
All’interno della visione del Salotto Diffuso, anche la scuola diventa spazio di produzione culturale. Non solo luogo di apprendimento, ma laboratorio permanente di identità, partecipazione e cittadinanza. Quando i ragazzi cantano nella loro lingua, interpretano la loro storia, danno voce alla comunità – conclude Pomillo – allora la tradizione non è più passato, ma futuro che prende forma.
