Aumentare la consapevolezza espressiva che riguarda il corpo-voce e la gestione delle emozioni, attraverso le tecniche di pedagogia teatrale, di recitazione e improvvisazione. E’ questo l’obiettivo di “Atlante delle Sirene“, il progetto iniziato lo scorso 24 febbraio presso la Comunità Ministeriale di Catanzaro, a cura di Hermit Crab, associazione che promuove la cultura teatrale attraverso attività formativa, produzione, allestimento e distribuzione di spettacolo dal vivo, organizzazione di festival, convegni, mostre.
Il laboratorio di pedagogia teatrale, si ispira a miti e opere letterarie sul tema delle sirene e mira a costruire un percorso che unisca il mito arcaico alle esperienze personali dei partecipanti: un’indagine sul diritto all’autodeterminazione, nel rispetto della vita sociale e politica e di tutti gli esseri viventi.
«Nel febbraio 2025 siamo partiti dalle fiabe della tradizione orale calabrese, raccolte dallo studioso esperto in novellistica Letterio Di Francia, per esplorare le possibilità di movimento e di improvvisazione a partire dalla sensibilità di un gruppo di donne detenute. Con questa seconda tappa, si vuole continuare la ricerca nella fiaba e nel mito, attraverso lo sguardo di un gruppo di minorenni» dicono Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea di Hermit Crab, ideatori e curatori del laboratorio.
Ad ospitare “Atlante delle Sirene”, accolto con positività dal direttore Massimo Martelli, la Comunità Ministeriale di Catanzaro, connessa con il Centro Giustizia Minorile per la Calabria. La struttura ha tra i propri obiettivi quello di garantire i diritti soggettivi dei giovani ospiti accolti, attivando processi di crescita, responsabilizzazione e cambiamento delle condizioni e degli stili di vita personali degli stessi, e delle relazioni familiari e sociali che sono da ostacolo per una loro crescita armonica.
L’associazione Hermit Crab si è ben integrata all’interno della Comunità Ministeriale di Catanzaro: i pedagogisti teatrali Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea hanno trovato piena collaborazione in educatrici ed educatori interni, volontarie della Croce Rossa e tirocinanti della facoltà di psicologia esterni, avviando insieme un percorso di laboratorio integrato con i giovani beneficiari della Comunità, esplorando tecniche e poetiche teatrali e mettendo in essere pratiche utili al conseguimento degli obiettivi di formazione.
Il progetto prevede la collaborazione con il fotografo Angelo Maggio, e l’illustratore Rocco Stranieri, che durante le sessioni di lavoro del gruppo, stanno dando vita ad un lavoro visivo, tra scatti fotografici e immagini illustrate.
Alla base delle attività proposte, si trova un lavoro di attenzione e concentrazione a partire dal corpo, per esplorare, attraverso il gioco, le tecniche di analisi del testo, il metodo di vocal coaching Kristine Linklater, le poetiche del teatro degli oggetti e del teatro d’ombre.
Attraverso esercizi sul respiro, sul rilassamento del corpo, su suono, ritmo e movimento, insieme a improvvisazioni e letture, si esplorano le connessioni tra corpo, voce ed emozioni, tra essere umano e natura, e tra realtà e mito. Il percorso porta a scoprire come suono e voce possano guidare e rivelare altri suoni e altri canti, fino a riconoscere in essi la propria voce interiore.
«Cercare la strada per accordare la nostra voce interiore a quella delle altre sirene, per generare un canto creativo».
“Atlante delle Sirene”, che si concluderà il 12 maggio, è promosso dall’associazione Hermit Crab, in collaborazione con Associazione I Frati (Ex Convento Belmonte), la Comunità Ministeriale di Catanzaro e realizzato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
