La memoria dei Caduti non può esaurirsi nella commemorazione delle guerre del passato, soprattutto quando il presente continua a restituirci immagini di distruzione, popoli in fuga, bambini senza futuro e conflitti le cui conseguenze economiche raggiungono anche le comunità più piccole e lontane dai fronti. Ricordare il sacrificio di chi non è più tornato significa, oggi più che mai, trasformare la storia in educazione alla pace, alla libertà e alla responsabilità. Perché la guerra lascia macerie, mentre la pace costruisce futuro.
DAL RICORDO DEI CADUTI UN MESSAGGIO UNIVERSALE
È quanto ha sottolineato il Sindaco Umberto Mazza nel corso delle celebrazioni del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, svoltesi ieri in Piazza dei Caduti, alla presenza, tra gli altri, del vicesindaco Luigi Nigro, dell’assessore con delega al Bilancio Giovanni Paternò, del parroco don Agostino De Natale, del Consigliere delegato alla cultura Paolo Laurenzano, dei Carabinieri della Stazione di Cropalati, dei rappresentanti delle istituzioni e della comunità scolastica. Un momento di riflessione collettiva per rendere omaggio ai militari e ai civili caduti nelle guerre, rinnovando il significato dell’unità nazionale e della riconoscenza verso quanti servono quotidianamente lo Stato.
MAZZA: LE GUERRE DI OGGI COLPISCONO ANCHE LE ECONOMIE DEI PICCOLI COMUNI
Il Primo cittadino ha richiamato le tragedie che continuano a segnare lo scenario internazionale, dall’Ucraina al Medio Oriente, sottolineando come i conflitti non producano soltanto vittime e distruzioni nei territori direttamente coinvolti. I loro effetti attraversano i confini attraverso l’aumento dei costi dell’energia, dei carburanti, delle materie prime e dei generi alimentari, incidendo sulla quotidianità di famiglie, imprese e lavoratori. Conseguenze che diventano particolarmente pesanti nelle aree interne, dove le fragilità economiche rendono ancora più necessario difendere potere d’acquisto, attività produttive e opportunità per le nuove generazioni.
IL RICORDO DEI QUATTRO MILITARI ITALIANI CADUTI IN BOSNIA
Particolarmente commosso il pensiero rivolto ai quattro militari italiani che lo scorso 29 ottobre hanno perso la vita nell’incidente dell’elicottero impegnato nella missione internazionale EUFOR Althea, in Bosnia-Erzegovina. Una tragedia che – ha ricordato Mazza – restituisce il significato umano del servizio prestato in uniforme: dietro ogni ruolo istituzionale ci sono persone, famiglie, affetti e progetti di vita. Da qui il ringraziamento alle Forze Armate e, in particolare, ai militari dell’Arma dei Carabinieri della Stazione di Cropalati presenti alla cerimonia, per il loro impegno quotidiano nella tutela della legalità, della sicurezza e delle istituzioni democratiche, presenza dello Stato particolarmente preziosa nei piccoli comuni dell’entroterra.
AGLI STUDENTI: LA PACE SI COSTRUISCE ANCHE RIFIUTANDO IL BULLISMO
È stato soprattutto ai ragazzi che il Sindaco ha affidato il messaggio più importante della giornata. La pace – ha evidenziato – non si difende soltanto attraverso le decisioni dei governi, ma anche nei gesti quotidiani: scegliendo il dialogo anziché la violenza, il rispetto al posto dell’offesa, l’inclusione contro l’emarginazione, rifiutando il bullismo e aiutando chi è in difficoltà. Un richiamo al valore della scuola e dell’educazione civica, perché conoscere la storia significa imparare a riconoscere e contrastare gli errori che hanno segnato le generazioni precedenti.
LA COSTITUZIONE COME BUSSOLA DI CIVILTÀ E CONVIVENZA
Nel suo intervento Mazza ha richiamato anche l’articolo 11 della Costituzione, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali. Un principio che non significa rinunciare alla difesa della libertà e della democrazia, ma riconoscere nel dialogo, nella diplomazia e nel rispetto della dignità umana le condizioni indispensabili per una convivenza civile. È questo il patrimonio morale che le istituzioni hanno il dovere di trasmettere ai cittadini di domani. La guerra lascia macerie, la pace costruisce futuro. La guerra – ha concluso Mazza – divide i popoli, la memoria ci insegna a unirli.
