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Reddito di merito, arrivano i primi esiti. All’UniCal il confronto sulle disuguaglianze e sulle opportunità dei giovani calabresi

Mentre iniziano a essere resi noti gli esiti delle domande per il Reddito di merito,  la misura inizialmente finanziata con 15 milioni di euro, successivamente incrementati di altri 5 milioni di euro, con cui la Regione Calabria intende premiare gli studenti universitari più brillanti e contrastare la fuga dei talenti, all’Università della Calabria si apre un confronto su una questione fondamentale: il merito rappresenta sempre uno strumento di mobilità sociale oppure rischia, in determinate condizioni, di riprodurre le disuguaglianze esistenti?

La domanda riguarda il Reddito di merito, ma va ben oltre questa misura. Le condizioni economiche delle famiglie, l’accesso all’istruzione e ai servizi sanitari, le differenze territoriali e la distribuzione della ricchezza incidono sulle opportunità individuali e sulle prospettive di sviluppo della Calabria. Secondo il rapporto ISTAT sul Benessere equo e sostenibile dei territori (BesT 2025), nell’ultimo anno disponibile la Calabria presenta condizioni di svantaggio significativo rispetto alla media nazionale in 44 dei 60 indicatori analizzati. Un quadro che rende particolarmente importante comprendere come si formano le disuguaglianze e quali politiche possano contribuire a ridurle.

Sono questi i temi al centro del workshop «Merito e disuguaglianze economiche, sociali, sanitarie e territoriali», in programma mercoledì 11 novembre 2026, dalle ore 9:00, all’University Club dell’Università della Calabria. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” (DESF) e da ODESS, l’Osservatorio permanente sulle disuguaglianze economiche, sociali e sanitarie dell’UniCal, diretto dal professor Filippo Domma.

Il Reddito di merito sarà il punto di partenza del confronto. La misura regionale nasce da un obiettivo condivisibile: incentivare l’impegno negli studi, sostenere le eccellenze e rafforzare la capacità degli atenei calabresi di trattenere i giovani. Ma come valutare il merito di studenti che provengono da condizioni familiari differenti? Quali effetti possono produrre criteri uniformi applicati a percorsi universitari diversi? E quali conseguenze potrebbe avere il sostegno economico sulle scelte di mobilità degli studenti?

A queste domande saranno dedicati gli interventi di tre studiosi dell’Università della Calabria. Filippo Domma affronterà il rapporto tra «Reddito di Merito, la “Grande fuga” e migrazione per motivi di studio», interrogandosi sulle implicazioni della misura per la mobilità universitaria. Ugo Adamo proporrà una lettura giuridica con «Il “Reddito di merito” tra diritto allo studio e politica di sviluppo: una aporia», mentre Vincenzo Scoppa presenterà «Luci e ombre: una valutazione ex-ante del Reddito di merito calabrese», dedicata ai possibili effetti economici della misura.

La riflessione si allargherà quindi al dibattito nazionale sul rapporto tra merito e disuguaglianze, con due studiosi di riferimento nel panorama economico italiano. Elena Granaglia, dell’Università Roma Tre, interverrà su «Merito e remunerazione: una relazione controversa», mentre Maurizio Franzini, della Sapienza Università di Roma, affronterà il tema «Merito e ricchezza ai tempi del capitalismo digitale».

«Il Reddito di merito rappresenta un’importante occasione per riflettere su una questione più generale: come valorizzare le capacità e l’impegno individuale senza ignorare le disuguaglianze nelle condizioni di partenza?», osserva il professor Filippo Domma, direttore dell’Osservatorio ODESS. «Non si tratta di contrapporre merito ed equità, ma di comprendere come possano rafforzarsi reciprocamente. Il nostro obiettivo è contribuire, attraverso la ricerca e il confronto scientifico, alla costruzione di politiche pubbliche capaci di ampliare concretamente le opportunità delle persone».

Nel pomeriggio l’attenzione si concentrerà sulle disuguaglianze in Calabria. A partire dalle ore 14:30, la sessione «Disuguaglianze: il Report 2025 e nuove evidenze» presenterà risultati e approfondimenti dedicati ai divari territoriali, alle condizioni di salute, alle differenze di genere e alla distribuzione della ricchezza. Questioni strettamente connesse tra loro, che condizionano la qualità della vita dei cittadini e le possibilità di crescita economica e sociale della regione.

La sessione sarà aperta da Sandro Rondinella, che illustrerà il contesto economico calabrese. Seguiranno gli interventi di Filippo Domma, Graziella Bonanno e Francesca Condino, dedicati alla povertà e alle disuguaglianze territoriali; Vincenzo Carrieri, sulle disuguaglianze di salute e l’uguaglianza di opportunità; Maria De Paola, sulle disuguaglianze di genere in Italia; Demetrio Guzzardi, sulla geografia locale dell’1% più ricco in Calabria; Francesco Raniolo, sul rapporto tra uguaglianza e democrazia; e Lucia Errico, sul legame tra banche e disuguaglianze.

Il workshop intende così offrire una lettura delle disuguaglianze che non si limiti alla distribuzione del reddito, ma consideri anche le condizioni che permettono alle persone di studiare, lavorare, vivere in salute e costruire il proprio futuro. Un confronto scientifico con implicazioni dirette per le politiche regionali, in un territorio in cui la riduzione dei divari rappresenta una delle principali sfide dello sviluppo.

I lavori si apriranno alle ore 9:00 con la presentazione dell’iniziativa. Alle ore 9:10 sono previsti i saluti istituzionali del Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, e del Direttore del DESF, Francesco Aiello. La sessione mattutina, «Merito, istruzione e remunerazione», inizierà alle ore 9:30 e si concluderà alle 13:00. I lavori riprenderanno alle 14:30 con la sessione dedicata al Report 2025 e alle nuove evidenze sulle disuguaglianze.

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