Successo di pubblico e lunghi applausi hanno accompagnato “Fimmana”, la commedia scritta e diretta da Laura Rutigliano, andata in scena all’Auditorium della Parrocchia Santa Famiglia di Palmi. La compagnia teatrale Le Maschere Sognanti ha proposto uno spettacolo intenso e originale, capace di intrecciare musica, riflessione e sentimento, affrontando uno dei temi più complessi dell’esistenza: l’amore.
Ispirata all’omonimo libro della giornalista e scrittrice Caterina Sorbara, la commedia mette al centro la libertà della donna di scegliere il proprio destino, raccontando esperienze di vita differenti senza mai assumere un tono moralistico. La regista, tuttavia, non si limita a trasporre il libro sul palcoscenico, ma ne amplia la narrazione con una personale visione dell’amore e della famiglia.
La struttura dell’opera è volutamente frammentata. Non segue un racconto lineare, ma si sviluppa attraverso episodi, dialoghi, confessioni e ricordi che restituiscono la frammentazione dell’io femminile e delle storie raccontate. Una scelta drammaturgica che riflette amori incompiuti, clandestini, sofferti e spesso destinati a non trovare una piena felicità. È proprio questa frammentazione dell’io e del sentimento a diventare il filo conduttore della rappresentazione.
Eppure Laura Rutigliano non rinuncia mai alla speranza. Se il cuore della commedia racconta relazioni difficili e destini spesso irrisolti, la cornice narrativa offre un messaggio diverso. Lo spettacolo si apre con la celebrazione di un cinquantesimo anniversario di matrimonio e si conclude con un matrimonio appena celebrato, quasi a chiudere un cerchio ideale. Due immagini simboliche attraverso le quali la regista affida al pubblico la propria convinzione: continuare a credere fino all’ultimo nella possibilità di un amore autentico, fedele e duraturo. È l’auspicio che emerge con delicatezza nel finale, nella speranza che quel “per sempre” non appartenga soltanto ai sogni, ma possa ancora trovare spazio nella realtà.
Ad aprire la serata è stato un intenso flash mob dedicato alle donne iraniane, simbolicamente rappresentate mentre si liberavano del burqa. Un’immagine forte, scelta non per provocare, ma per ribadire un tema che accompagna da anni il percorso artistico di Laura Rutigliano. Da “Santa Rita da Cascia” a “8 Marzo, le Donne e Maddalena”, fino a “Fimmana”, il teatro della regista palmese continua a raccontare donne che lottano per la propria dignità, la propria identità e la propria libertà.
L’emozione ha accompagnato l’intera rappresentazione, impreziosita dalle interpretazioni musicali di Rossana Misale, che ha dato voce ai sentimenti dei personaggi trasformando ogni canzone nella naturale prosecuzione del racconto teatrale.
Sul palco si sono alternati Vincenzina Gerocarni nel ruolo di Caterina, Alfredo Ranuccio in quello di Rosario e la stessa Laura Rutigliano, interprete di Grazia. Accanto a loro hanno dato vita ai numerosi personaggi della commedia Rosa Scarcella, Kiara Vento, Rosa Costantino, Mariella Angioletti, Rossella Ciappina, Maria Melissari, Antonella Zoccali, Emiliano Chillico, Umberto Fonte, Salvatore Furfaro e Giuseppe Costera, sostenuti anche dalla partecipazione delle comparse Tommaso Granata e Ginevra Granata.
Molto applaudite sono state le performance canore di Rossana Misale, che con la sua voce intensa ed espressiva ha saputo accompagnare i momenti più significativi dello spettacolo. Tra gli interpreti si è distinta Rossella Ciappina, intensa e passionale nel ruolo di Nina, mentre Vincenzina Gerocarni ha restituito con eleganza e credibilità il personaggio di Caterina, voce narrante dell’intera vicenda. Belle anche le prove di Maria Melissari, delicata e misurata nell’interpretazione di Matilde, e di Rosa Scarcella, intensa e versatile nei personaggi di Assunta, Maria e Marina. Molto apprezzato anche Umberto Fonte, presidente dell’Associazione Culturale “Per Palmi”, che al suo debutto come attore ha il pubblico con un’interpretazione naturale e sicura nei ruoli di Arnaldo e Pietro.
Hanno contribuito alla riuscita dello spettacolo anche Alfredo Ranuccio, autorevole e misurato nel ruolo di Rosario, Laura Rutigliano, coinvolgente e sensibile nei panni di Grazia, Kiara Vento, dinamica e convincente nei ruoli della Donna iraniana, Mela e Margherita, Rosa Costantino, incisiva e poliedrica nell’interpretazione della Donna iraniana, Olga e Claretta Petacci, Mariella Angioletti, brillante e spontanea nel ruolo di Kata, Antonella Zoccali, raffinata e misurata nell’interpretazione di Elena, Emiliano Chillico, energico e disinvolto nei panni di Santo, Salvatore Furfaro, autentico nel ruolo di Michele, e Giuseppe Costera, carismatico e trasformista nell’interpretazione dei numerosi personaggi affidatigli, da Benito Mussolini a Piero, dallo Sposo a Giovanni. Anche le comparse Tommaso Granata e Ginevra Granata hanno contribuito con efficacia alla coralità della rappresentazione.
Tra i momenti più intensi della serata, il ricordo dedicato a Rosario Tortorici, storico attore della compagnia scomparso pochi mesi fa. Prima dell’inizio dello spettacolo, Vincenzina Gerocarni, a nome di tutti gli attori, gli ha rivolto un commosso pensiero.
«Questa sera il sipario si alza, le luci si accendono e il teatro torna a vivere. Ma c’è un posto che per noi è impossibile non vedere. Su questo palco avrebbe dovuto esserci anche lui, Rosario. Non era soltanto un attore della compagnia, era una presenza autentica, capace di dare anima ai personaggi e verità alle storie. Nel teatro le persone non se ne vanno mai davvero: continuano a vivere nei gesti che hanno insegnato, nelle prove condivise, nelle battute ripetute insieme e nel coraggio di salire sul palco anche quando il cuore è pesante. Questo spettacolo è per te, Rosario. Perché continui a vivere nel teatro che hai tanto amato.»
L’intero auditorium ha accolto quelle parole con un lungo e sentito applauso, trasformando il ricordo in uno dei momenti più emozionanti della serata.
Al termine della rappresentazione è intervenuta la scrittrice Caterina Sorbara, che ha raccontato al pubblico come sia nato il suo libro Fimmana, dal quale Laura Rutigliano ha tratto ispirazione per la commedia.
«Questo libro nasce dalla lettura del carteggio tra Benito Mussolini e Claretta Petacci», ha spiegato l’autrice. «Mi sono sempre chiesta cosa si nascondesse dietro una storia d’amore tanto discussa e spesso giudicata. Da quella riflessione è iniziato un percorso che mi ha portata a raccontare altre storie di donne, diverse tra loro ma accomunate dalla forza dei loro sentimenti.»
Sorbara ha inoltre sottolineato come il romanzo rappresenti anche una dichiarazione d’amore verso la Calabria e l’Italia. «Ho voluto ambientare alcune vicende nei nostri luoghi, come l’Olivarella, perché desideravo rendere omaggio alla bellezza della nostra terra. Abbiamo paesaggi straordinari che meritano di essere raccontati e valorizzati.»
Parole di particolare affetto sono state rivolte a Laura Rutigliano, ringraziata per aver trasformato quelle pagine in uno spettacolo teatrale. «Laura ha dato vita alle mie donne, le ha fatte uscire dal libro e le ha portate sul palcoscenico con grande sensibilità.»
A suggellare questo riconoscimento, Caterina Sorbara ha consegnato simbolicamente alla regista una pregiata ceramica artistica del maestro Enzo Terrara di Seminara, dono con cui la giornalista è solita omaggiare i protagonisti delle iniziative culturali che segue.
Anche Francesca Frachea, presidente della FIDAPA Sezione Piana di Palmi, ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro della compagnia. «Sono particolarmente felice perché Caterina Sorbara, nostra socia, è l’autrice del libro che ha ispirato questo spettacolo. Faccio i miei complimenti a Laura Rutigliano e a tutta la compagnia Le Maschere Sognanti per il bellissimo lavoro svolto.»
Uno dei momenti più commoventi è arrivato nel finale, quando gli attori hanno voluto sorprendere la loro regista con una dedica letta sul palco.
«Vogliamo dirti semplicemente grazie. Grazie per aver creduto in ognuno di noi, anche quando noi stessi faticavamo a riconoscere il nostro valore. Hai saputo guardare oltre le nostre paure e i nostri limiti, aiutandoci a scoprire capacità che non immaginavamo di possedere. Con la tua sensibilità, la tua passione e la tua instancabile dedizione hai costruito molto più di uno spettacolo: hai creato una famiglia, un luogo in cui sentirsi accolti, ascoltati e liberi di esprimersi. Porteremo con noi non solo ciò che abbiamo realizzato insieme, ma soprattutto il modo in cui ci hai fatto sentire: valorizzati, rispettati e importanti. Il segno che hai lasciato resterà nei nostri ricordi e nelle persone che stiamo diventando, anche grazie a te.»
Visibilmente emozionata, Laura Rutigliano ha ringraziato gli attori, i collaboratori, gli sponsor, le associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa e il numeroso pubblico presente, ricordando come il teatro sia sempre il risultato di un lavoro corale e di una passione condivisa. Momento molto intenso anche quello della presenza sul palco del Sindaco di Palmi Giovanni Calabria, del vicesindaco e Assessore al Bilancio Salvatore Celi e dell’Assessore alla Cultura avv. Carmelo Ciappina.
Con “Fimmana”, la compagnia Le Maschere Sognanti ha firmato una produzione che ha saputo emozionare e far riflettere. Attraverso una narrazione volutamente spezzata, specchio della fragilità dell’io e delle relazioni umane, Laura Rutigliano accompagna lo spettatore verso un finale che riaccende la speranza. Perché, nonostante le ferite, gli amori difficili e le incompiutezze della vita, vale ancora la pena credere fino in fondo in un amore capace di durare nel tempo. È questo il messaggio che resta, insieme agli applausi, quando il sipario si chiude.
