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Legacoop Calabria: “Ricostituire subito la Consulta regionale della cooperazione. Serve una nuova stagione di dialogo tra Regione e movimento cooperativo”

Legacoop Calabria ritiene urgente procedere alla ricostituzione e alla convocazione della Consulta regionale della cooperazione, prevista dalla L.R. n. 13/1979, quale sede istituzionale fondamentale per riaprire un confronto stabile, strutturato e produttivo tra la Regione Calabria e il movimento cooperativo.

In una fase storica segnata da profonde trasformazioni economiche, sociali e territoriali, la cooperazione rappresenta per la Calabria una risorsa strategica. Le cooperative operano quotidianamente nei settori del welfare, dei servizi alla persona, dell’agroalimentare, della pesca, dell’abitazione, della cultura, del turismo, della produzione e dei servizi, contribuendo alla tenuta economica e sociale di molti territori.

In Calabria il sistema cooperativo conta quasi 3.000 cooperative attive, genera circa 2,8 miliardi di euro di valore della produzione e occupa circa 16.000 lavoratori.

“Questi numeri dimostrano che la cooperazione non è un comparto marginale, ma una componente essenziale dell’economia e della società calabrese”, dichiara Il Presidente Lorenzo Sibio. “Le cooperative sono strumenti indispensabili di presidio territoriale per l’erogazione di servizi essenziali, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne dove la pubblica amministrazione fatica ad arrivare.

Per queste ragioni, la Consulta regionale non può essere considerata un semplice adempimento formale. Deve tornare a essere il luogo nel quale Regione, associazioni cooperative e soggetti istituzionali si confrontano sulle priorità del settore, sulle politiche di sviluppo e sugli strumenti necessari per rafforzare il ruolo della cooperazione nei territori.

Secondo Legacoop Calabria, la nuova Consulta dovrà assumere come temi prioritari almeno due questioni.

La prima riguarda la costruzione di un Piano regionale per l’economia sociale, coerente con il percorso avviato dal Governo a livello nazionale. Il Piano nazionale per l’economia sociale riconosce il ruolo di cooperative, imprese sociali, enti del Terzo settore e altri soggetti dell’economia sociale come le imprese sportive e culturali quali strumenti di sviluppo, inclusione, lavoro, coesione e innovazione territoriale. La Calabria deve dotarsi di una propria strategia regionale, capace di collegare economia sociale, programmazione europea, welfare territoriale, aree interne, giovani, servizi essenziali e sviluppo locale.

La seconda riguarda la revisione della L.R. n. 13/1979 sulla cooperazione. La legge regionale ha rappresentato un riferimento importante per il riconoscimento del movimento cooperativo in Calabria, ma oggi necessita di un aggiornamento profondo. Le sfide attuali richiedono strumenti nuovi ed efficaci per lo sviluppo di comparti strategici. Legacoop Calabria ha una sua proposta legislativa che intende sottoporre con urgenza al tavolo della Consulta Regionale.

“La Regione ha oggi l’opportunità di aprire una fase nuova”, prosegue Il Presidente. “Ricostituire la Consulta significa dare un segnale politico chiaro: riconoscere che la cooperazione può essere uno strumento di sviluppo, lavoro, servizi e coesione. Significa anche avviare un percorso serio per aggiornare la normativa regionale e per costruire un Piano calabrese per l’economia sociale”.

Legacoop Calabria ribadisce la propria piena disponibilità a collaborare con la Regione, con il Dipartimento competente, con la Presidenza e con tutti gli interlocutori istituzionali per contribuire alla ricostituzione della Consulta e alla definizione di una nuova agenda regionale della cooperazione.

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