In Calabria cresce il numero delle richieste di supporto da parte delle donne vittime di violenza. Il dato è stato illustrato dall’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, nel corso della presentazione del progetto “Oltre – Inclusione, accesso, diritti”, promosso a Catanzaro dal Centro Calabrese di Solidarietà Ets – Centro Antiviolenza Mondo Rosa.
L’iniziativa punta a rafforzare la tutela delle donne con disabilità, considerate particolarmente esposte al rischio di violenza e spesso penalizzate nell’accesso ai servizi di assistenza e protezione.
“Purtroppo il fenomeno in Calabria è in aumento. Al numero 1522 sono arrivate 1.350 richieste di aiuto, soprattutto da donne tra i 30 e i 49 anni, nella maggior parte dei casi madri”, ha affermato Straface, evidenziando come la dipendenza economica rappresenti ancora uno dei principali ostacoli alla denuncia.
L’assessore ha sottolineato che il progetto affronta un tema spesso poco visibile. “È un incontro importante perché fa emergere qualcosa che spesso resta invisibile: parliamo delle donne con disabilità che subiscono violenza e della loro doppia vulnerabilità, che rende più difficile l’accesso alla protezione e ai servizi. Per questo le istituzioni hanno il dovere di garantire una presa in carico integrata”, ha dichiarato.
Nel suo intervento, Straface ha ricordato anche il percorso avviato dalla Regione Calabria con la legge sul contrasto alla violenza di genere, spiegando che l’obiettivo non è soltanto offrire protezione alle vittime, ma accompagnarle verso l’autonomia.
“La legge regionale approvata un anno fa non prevede soltanto tutela e protezione, ma anche l’accompagnamento delle donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza”, ha evidenziato, aggiungendo che il progetto “Oltre – Inclusione, accesso, diritti”, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato affidato ai centri antiviolenza e alle case rifugio proprio per garantire un’assistenza qualificata.
L’assessore ha inoltre ricordato le iniziative già messe in campo dalla Regione. “Per la prima volta la Regione Calabria ha dato attuazione a quanto previsto dalla legge di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Siamo partiti con un tavolo che coinvolge tutte le figure impegnate nella prevenzione e nel contrasto della violenza”, ha spiegato.
Tra gli interventi programmati figura anche il primo piano triennale regionale dedicato al settore. “Abbiamo inoltre approvato il primo piano triennale di interventi, con un impegno finanziario di oltre 8 milioni di euro, che comprende azioni di prevenzione e contrasto, ma anche misure per favorire l’autonomia economica e abitativa delle donne. Perché le donne denunciano quando sanno di avere le istituzioni al loro fianco”, ha concluso Straface.
Ad approfondire le finalità del progetto è stata la presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, Isa Mantelli, che ha illustrato il nuovo approccio operativo.
“Per la prima volta stiamo tentando di fare un’operazione inversa, e cioè non avere le donne nella casa rifugio, ma portare il centro antiviolenza sul territorio, dove sono le donne con disabilità”, ha spiegato.
Mantelli ha infine sottolineato l’importanza della formazione degli operatori. “Bisogna formare tutti coloro che entrano in contatto con le donne con disabilità a riconoscere una violenza diversa, prestando attenzione non solo alle parole, che spesso mancano, ma anche ai gesti e ai comportamenti”, ha affermato.
All’incontro hanno preso parte anche il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Ernesto Siclari, e l’esperta di diritto antidiscriminatorio Giusy Pino.
