La Procura generale della Corte d’Appello di Catanzaro ha chiesto un aggravamento delle condanne nei confronti dei tre imputati accusati di aver avuto un ruolo nel viaggio del caicco naufragato al largo di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, tragedia nella quale persero la vita 94 migranti, tra cui 35 minori, mentre altre persone risultano ancora disperse.
Nel corso del processo di secondo grado, in svolgimento davanti alla Corte d’Appello presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, il procuratore generale Salvatore Di Maio ha sollecitato un aumento delle pene inflitte in primo grado dal Tribunale di Crotone.
Per Khalid Arslan, cittadino pakistano di 28 anni, la richiesta è di 12 anni di reclusione e una multa di tre milioni di euro, a fronte della condanna di primo grado pari a 11 anni, un mese e dieci giorni.
Ancora più pesanti le richieste formulate per gli altri due imputati, il pakistano Hasab Hussain, di 24 anni, e il cittadino turco Sami Fuat, di 53 anni. Per entrambi la Procura generale ha chiesto una condanna a 17 anni di carcere e una multa di quattro milioni di euro, rispetto ai 16 anni inflitti in primo grado.
Secondo l’accusa, i tre imputati dovrebbero rispondere non soltanto dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte come conseguenza di altro reato, per i quali sono già stati condannati, ma anche dell’accusa di naufragio colposo, dalla quale erano stati assolti in primo grado.
Nel corso dell’udienza, i legali delle parti civili hanno dichiarato di condividere integralmente le richieste avanzate dalla Procura generale.
Il procedimento riprenderà il prossimo 14 ottobre, quando saranno illustrate le arringhe difensive degli avvocati Salvatore Perri, Arturo Bova e Domenica Maiuli. Nella stessa giornata è attesa anche la decisione della Corte d’Appello.
Nell’ambito della stessa vicenda giudiziaria sono già intervenute altre condanne. Il cittadino turco Gun Ufuk e il siriano Mohamed Abdessalem sono stati condannati a 20 anni di reclusione. Per Ufuk la sentenza è ormai definitiva, mentre Abdessalem ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione con cui la Corte d’Appello aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado.
Si ricorda che il procedimento nei confronti dei tre imputati è ancora pendente in appello e che, fino a sentenza definitiva, vale il principio di presunzione di innocenza.
