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Doppia Curva, si pente anche Marco Ferdico: nuovi retroscena sui legami con la ‘ndrangheta

Dopo Andrea Beretta, anche Marco Ferdico, ex capo della Curva Nord dell’Inter, ha deciso di collaborare con la giustizia nell’ambito dell’inchiesta “Doppia Curva” della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Tra maggio e giugno 2026, Ferdico ha reso almeno tre verbali agli investigatori, fornendo nuovi elementi sull’organizzazione degli ultras e sui presunti rapporti con la ‘ndrangheta.

L’inchiesta, che nel 2024 aveva portato a numerosi arresti e all’avvio di diversi processi ancora in corso, riguarda accuse che spaziano dall’associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso fino a omicidio e tentato omicidio.

Tra i passaggi più rilevanti delle dichiarazioni, Ferdico sostiene che sarebbe stato Rosario Trimboli, ritenuto un narcotrafficante internazionale vicino alla ‘ndrangheta, ad autorizzare il cosiddetto “patto” tra le curve di Inter e Milan in vista della semifinale di Champions League del 2023. L’accordo prevedeva che la tifoseria della squadra qualificata alla finale versasse il 30% degli incassi derivanti dalla trasferta all’altra curva.

Secondo il collaboratore, la proposta venne discussa con l’allora capo della Curva Sud milanista Luca Lucci, che avrebbe atteso il via libera di Trimboli. L’assenso sarebbe arrivato attraverso un messaggio rivolto ad Antonio Bellocco, esponente dell’omonimo clan di ‘ndrangheta ed ex dirigente della Curva Nord, poi ucciso nel 2024 da Andrea Beretta: «Ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina».

Nei verbali emergono anche ulteriori dettagli sull’omicidio del 2022 di Vittorio Boiocchi, storico leader della Curva Nord, processo nel quale sono imputati, tra gli altri, Beretta e lo stesso Ferdico.

L’ex capo ultras riferisce inoltre che Beretta sosteneva di godere della protezione di un politico di estrema destra, soprannominato “il principe”, identificato da Ferdico in Matteo Costacurta. Nelle dichiarazioni viene ricordato anche che Costacurta sarebbe stato arrestato in passato per diversi tentati omicidi e che avrebbe avuto legami con Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, storico capo ultras della Lazio ucciso nel 2019.

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