«I gravi fatti di cronaca registrati in Calabria nelle ultime settimane, da Amendolara a Corigliano Rossano fino alla situazione ancora aperta di San Ferdinando, impongono una riflessione seria, non ideologica, sulla gestione dell’immigrazione, della presenza irregolare sul territorio e dello sfruttamento nei campi».
Lo dichiara l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Denis Nesci, intervenendo sul tema dell’immigrazione irregolare, della sicurezza dei territori e del contrasto al caporalato.
«Quando l’immigrazione non viene governata – afferma Nesci – si creano zone grigie nelle quali crescono insicurezza, marginalità, sfruttamento lavorativo e degrado abitativo. A pagarne il prezzo sono i cittadini, le comunità locali, le imprese sane e anche quei migranti regolari che rispettano le regole e che hanno diritto a vivere e lavorare in un contesto sicuro, trasparente e ordinato».
Secondo Nesci, i casi emersi in Calabria dimostrano che sicurezza, legalità e dignità del lavoro non sono temi separati.
«Il caporalato prospera dove lo Stato arretra, dove l’irregolarità diventa sistema, dove uomini e donne fragili vengono lasciati nelle mani di chi sfrutta il bisogno. Per questo controllare i confini, distinguere con chiarezza tra chi ha diritto a restare e chi non lo ha, rendere effettivi i rimpatri e rafforzare i controlli sul territorio non sono misure contro qualcuno: sono strumenti per difendere la legalità e impedire che l’immigrazione diventi terreno di sfruttamento».
L’europarlamentare richiama il nuovo regolamento europeo sui rimpatri, approvato nei giorni scorsi dal Parlamento europeo.
«La linea indicata dal Governo Meloni è oggi sempre più la linea dell’Europa: confini esterni controllati, procedure più rapide, rimpatri effettivi per chi non ha titolo a restare, possibilità di trattenimento per prevenire il rischio di fuga e cooperazione con Paesi terzi. È una svolta pragmatica, che supera anni di ambiguità e approcci ideologici».
Per Nesci, la Calabria e il Mezzogiorno conoscono bene il peso di una gestione disordinata dei flussi.
«Nei nostri territori il tema non è astratto. Riguarda la sicurezza delle comunità, la serenità dei cittadini, il contrasto alle economie illegali, la tutela dei lavoratori e la credibilità delle istituzioni. Non possiamo accettare che pezzi di territorio diventino luoghi sospesi, dove irregolarità, sfruttamento e degrado si alimentano a vicenda».
«Gestire l’immigrazione – prosegue – significa anche garantire percorsi regolari, controlli veri, lavoro legale, condizioni dignitose e pieno rispetto delle regole. Chi ha diritto a rimanere deve poterlo fare dentro un sistema ordinato. Chi non ha titolo deve essere rimpatriato in tempi certi. È questa la base di una politica migratoria seria».
«Il centrodestra – conclude Nesci – sta riportando il tema dell’immigrazione sul terreno della responsabilità. Meno propaganda, più governo dei fenomeni. Meno ipocrisia, più legalità. Solo così possiamo proteggere i nostri territori, combattere il caporalato, tutelare i migranti regolari e impedire che l’irregolarità diventi il carburante dello sfruttamento».
