“Mi sono scocciato di sottostare alla legge del vivere civile che ti assoggetta a dire sì senza convinzione quando i no, convintissimi, ti saltano alla gola come tante bolle d’aria” - Eduardo De Filippo
HomeCalabriaCrotoneControlli sul fiume Neto, dodici denunce e un'area sequestrata per scavi abusivi

Controlli sul fiume Neto, dodici denunce e un’area sequestrata per scavi abusivi

Prosegue l’attività di contrasto ai reati ambientali lungo il fiume Neto da parte dei Carabinieri Forestali del Gruppo di Crotone. Dopo il recente arresto in flagranza di due persone sorprese a prelevare illegalmente materiale inerte dall’alveo del corso d’acqua nel territorio di Belvedere di Spinello, i militari hanno intensificato le verifiche nei comuni di Santa Severina e Rocca di Neto.

Le indagini, ancora in corso, hanno portato al deferimento all’Autorità giudiziaria di dodici persone, tra imprenditori e operai riconducibili a diverse aziende. Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero effettuato in maniera sistematica operazioni di scavo, movimentazione e asportazione di materiale dal letto del fiume pur essendo privi delle necessarie autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e urbanistiche. Le imprese avrebbero infatti potuto contare esclusivamente su un nulla osta idraulico destinato a interventi di pulizia e regimazione dell’alveo.

Tra le ipotesi di reato contestate figurano inquinamento ambientale, danneggiamento e deterioramento di habitat naturali in area protetta, deturpamento di bellezze paesaggistiche, furto aggravato, violazioni della normativa sulle aree protette e del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Nel fascicolo risultano inoltre coinvolti anche i tecnici progettisti degli interventi, denunciati per la presunta falsità ideologica in certificati.

Nel corso di uno dei controlli, i militari hanno denunciato il titolare di un’impresa e un operaio sorpresi mentre eseguivano lavori di escavazione su un terreno privato senza le previste autorizzazioni. Gli accertamenti hanno evidenziato un’area di circa 8 mila metri quadrati interessata dagli scavi, con una profondità media di quattro metri e un volume di materiale inerte asportato stimato in circa 20 mila metri cubi.

L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’area interessata, del materiale estratto e dei mezzi impiegati per l’attività, nello specifico un autocarro e un escavatore.

“I controlli – spiegano gli inquirenti – sono volti a tutelare nello specifico un’area di particolare pregio naturalistico, ricadente nella Rete Natura 2000, la Zona di Protezione Speciale (ZPS) denominata ‘Marchesato e Fiume Neto’, al fine di garantire la salvaguardia della biodiversità e la conservazione degli habitat naturali.”

Articoli Correlati