Dissenso assoluto da parte della Presidente del Consiglio Comunale alla richiesta dei consiglieri comunali Pasqualina Straface e Giuseppe Turano, impossibilitati a partecipare per impegni istituzionali e lavorativi, di far slittare la seduta del consiglio comunale ad altra data. Manifestiamo il nostro più profondo disappunto non per una scortesia istituzionale, ma per un atto che sottrae al Consiglio Comunale la sua funzione di luogo del dibattito pubblico. La decisione di non posticipare la seduta, nonostante la richiesta motivata da impegni istituzionali e lavorativi, appare come una scelta deliberata di procedere senza il contributo di importanti forze di opposizione, mortificando il ruolo che la legge e lo Statuto riconoscono all’assemblea elettiva. Svuotare il dibattito su un atto di tale portata, che rappresenta il momento più alto di trasparenza e di rendicontazione dell’attività amministrativa, trasformandolo in un mero adempimento da espletare entro scadenze di legge, significa tradire il legame fiduciario che caratterizza il mandato elettorale. La fretta di approvare un atto finanziario non può e non deve mai prevalere sulla necessità di garantirne una discussione piena, approfondita e partecipata da tutte le componenti politiche del Consiglio.
OPPOSIZIONE CONTRO SVUOTAMENTO SENSO GIURIDICO E POLITICO ASSISE
È quanto denunciano i Consiglieri Comunali del Movimento del territorio e di Forza Italia, Pasqualina Straface, Giuseppe Turano, Marisa Caravetta, Elena Olivieri e Giancarlo Bosco sottolineando che l’assenza forzata all’assise civica, programmata per il prossimo 16 giugno, non sarà un atto di diserzione, ma una ferma protesta contro lo svuotamento del senso giuridico e politico del Consiglio Comunale, a difesa della dignità dell’istituzione e del diritto dei cittadini di Corigliano-Rossano ad essere pienamente rappresentati.
RICHIESTA RIFIUTATA IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO
Nei giorni scorsi si è tenuta la Conferenza dei Capigruppo, convocata dalla Presidente del Consiglio Comunale Rosellina Madeo, per discutere, tra le altre cose, della Programmazione dei prossimi lavori consiliari. In quella sede, è stata comunicata la decisione di fissare il Consiglio Comunale per il 16 giugno 2026 in prima convocazione e per il 17 giugno in seconda. I consiglieri comunali di minoranza Pasqualina Straface e Giuseppe Turano hanno immediatamente rappresentato alla Presidenza l’impossibilità di garantire la propria presenza in tali date a causa di impegni istituzionali e lavorativi concomitanti e non differibili, chiedendo un ragionevole slittamento per assicurare la piena partecipazione. Tale richiesta è stata respinta con un dissenso assoluto. Questa decisione, apparentemente di mera organizzazione, solleva in realtà profonde questioni sulla natura e la funzione dell’organo consiliare, che meritano una seria riflessione giuridica e politica.
PRESIDENZA DEVE FAVORIRE, NON OSTACOLARE PARTECIPAZIONE
L’autonomia organizzativa della Presidenza del Consiglio, pur legittima, deve essere esercitata in modo da favorire, e non da ostacolare, la più ampia partecipazione possibile, nel rispetto del pluralismo e della dialettica democratica. Quando l’organizzazione dei lavori diventa uno strumento per eludere il confronto, l’istituzione stessa ne risulta indebolita.
LA CENTRALITÀ GIURIDICA DEL CONSIGLIO COMUNALE E DEL MANDATO ELETTORALE
Il Consiglio Comunale rappresenta l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’Ente, la cui funzione non può essere ridotta a una mera ratifica di decisioni già assunte. La sua attività si sostanzia nel dibattito, nel confronto e nella corretta formazione della volontà dell’organo collegiale, processo che richiede la partecipazione attiva e consapevole di tutti i suoi membri, in particolare di coloro che rappresentano, come Capigruppo, intere forze politiche presenti in assise. Il mandato del consigliere comunale, ricevuto direttamente dal corpo elettorale, si esplica attraverso la partecipazione agli istituti rappresentativi (consiglio municipale, commissioni) per la cura effettiva di interessi pubblici concreti. Impedire o non agevolare tale partecipazione significa depotenziare il mandato stesso e ledere il principio della rappresentanza democratica. La funzione del consigliere è anche quella di “verifica e al controllo del comportamento degli organi istituzionali decisionali dell’ente locale ai fini della tutela degli interessi pubblici”, un’attività che non può essere esercitata in assenza.
TEMI DELICATI ALL’ORDINE DEL GIORNO
L’analisi dell’ordine del giorno della seduta del 16 giugno rivela la delicatezza degli argomenti in discussione. In particolare, il punto 3 riguarda l’approvazione del Rendiconto della Gestione Anno 2025. Come più volte sottolineato dalla Corte Costituzionale, il bilancio è un bene pubblico, lo strumento fondamentale attraverso il quale si “sintetizzano e rendono certe le scelte dell’ente territoriale” e si consente ai cittadini di valutare l’operato degli amministratori.
