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“Riflessioni filosofiche” di Paolino Mongiardo: il nuovo saggio tra filosofia, letteratura e pensiero critico

Le riflessioni critiche di Paolino Mongiardo su temi importanti della filosofia e della letteratura italiana sono state pubblicate nel saggio “Riflessioni filosofiche” (Gigliotti Edizioni), dodicesima opera del filosofo calabrese.

La prefazione, curata dal dirigente scolastico Ferdinando Rotolo, esplora la profondità di pensiero e l’ampiezza di interessi di Paolino Mongiardo: “Non è certo agevole – scrive il preside Rotolo- inquadrare in maniera esauriente il lavoro e l’opera critica che il filosofo Paolino Mongiardo ha sviluppato nel corso degli anni, data la vastità dei suoi interessi, che hanno spaziato dalla filosofia alla letteratura, dalla psicologia della scrittura alle investigazioni criminali. I brevi saggi qui presentati offrono al lettore interessato l’occasione di farsi un’idea della chiarezza dello sguardo del pensatore calabrese e della sua capacità di analisi, sempre mirata a offrire la corretta prospettiva storica per collocare i fenomeni culturali”.

Paolino Mongiardo è stato un raffinato intellettuale e profondo conoscitore delle opere di Tommaso Campanella. Docente in psicologia della scrittura e specialista in investigazioni criminali, ha dedicato la sua vita allo studio della filosofia. Ha esercitato per molti anni la professione di consulente psicografologo presso il Tribunale di Roma e, in seguito, ritornato in Calabria, per il Tribunale di Lamezia Terme, dove si recava spesso per incontrare sua figlia Antonella, dirigente scolastica. E’ stato rappresentante regionale per i Lazio dell’Albo Nazionale dei periti grafici a base psicologica, formati presso l’Università internazionale della nuova medicina (UIM), fondata a Milano nel 1947 dai professori Marco e Rolando Marchesan.

Autore di numerosi saggi filosofici e testi sulla psicologia della scrittura, Paolino Mongiardo ha vissuto un’esistenza caratterizzata da passione per lo studio e forza di volontà.  Tra i suoi lavori più noti “Controversia sullo Storicismo tra Tiglher Croce e Gentile”, “Fatti e misfatti della nostra repubblica democratica” e “Identikit del mostro di Firenze”.

Nella sua undicesima opera, “La dottrina della conoscenza di Tommaso Campanella”, pubblicata postuma, Paolino Mongiardo “ha avuto il grande merito – scrive La Stampa- di aver ripercorso, con uno stile fluido ed avvincente, tutte le fasi del processo conoscitivo in Tommaso Campanella, offrendo al lettore, per la prima volta nella storia della filosofia, una visione organica e unitaria della teoria gnoseologica del grande filosofo di Stilo”.

Ferdinando Rotolo, con un’introduzione acuta e rivelatrice, guida il lettore nei contenuti del nuovo libro, dal concetto di individuo nel marxismo, alla polemica tra storicismo e antistoricismo negli anni tra le due guerre mondiali, ai grandi filosofi calabresi Telesio e Campanella.

Nel saggio su eticità e moralità del pensiero di Seneca, che offre spunti di grande attualità per i suoi riflessi nella pedagogia moderna, Mongiardo “ci conduce per mano- scrive Rotolo- attraverso i punti più significativi della riflessione senecana”, con particolare attenzione al rapporto tra il Seneca filosofo e il Seneca uomo. “La precettistica di Seneca – scrive Mongiardo- ha consegnato ai posteri verità semplici ma efficaci. Egli vuole che si studi per la vita e non per la scuola, riprendendo un pensiero di Cicerone. Contro il superficiale enciclopedismo, sostiene la convenienza di studiare poco ma bene, in profondità: multum, non multa. Preferisce che si segua la via dell’esemplificazione piuttosto che quella delle prescrizioni astratte, e ritiene che il docente stesso debba imparare insegnando senza dimenticare che la scuola ha uno scopo morale, la formazione della coscienza dell’uomo e del futuro cittadino”. Principio espresso con vigore mediante un autorevole al filosofo Guido Calogero: “Saranno sempre fragili le costruzioni della politica e insufficienti i risultati della scienza, quando le vie del cuore non siano aperte alla luce del dovere e del bene morale. Quest’aureo concetto, emanante dall’esempio e dagli scritti di Seneca, deve considerarsi perennemente attuale per coloro che nei valori dello spirito sanno ancora riporre l’ideale più alto della vita e dell’educazione”.

Orgoglio ed emozione nel ricordo della figlia, Antonella Mongiardo, dirigente scolastica: “Lasciare a un figlio un manoscritto è un gesto che trascende la semplice condivisione. E’ un atto d’amore, è il desiderio di continuare a tenerlo per mano. La più grande eredità che si possa ricevere da un genitore è la sua cultura. Non c’è dono più prezioso per un figlio, né valore più importante per cui vivere, ricordare ed essere ricordati. Il dirigente scolastico Ferdinando Rotolo – scrive Antonella Mongiardo – mi ha preso idealmente per mano nell’interpretazione dei saggi filosofici e letterari.  La sua competenza e la sua gentilezza mi hanno aiutato a comprendere meglio i concetti espressi, facendomi ritrovare mio padre in un momento di profonda riflessione e condivisione”.

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