Se la lunga canicola di un’estate faticosa scoraggia ogni più breve spostamento, ciò pare non valga per chi, nel ricordo del compianto Senatore Antonino Murmura, ogni anno attende fedele il ritrovo vespertino nei giardini dell’omonimo palazzo. In un idest naturale in cui la “Fondazione Antonino e Maria Murmura” – nata nel 2015 nel ricordo di un uomo umanamente e politicamente impegnato, per oltre mezzo secolo, per il riscatto ed il progresso del Meridione – propone un concerto pianistico di sicuro livello culturale.
Anche quest’anno, il 10 di Agosto, le fronde rigogliose del verde secolare hanno promanato le note del Yamaha C7, suonate per la XIV edizione dal pesarese Marco Ottaviani, vincitore nel 2025 del Primo Premio Chopin Roma Competition ideato e diretto dal M° Marcella Crudeli.
Classe 2001, pianista italiano che la carte d’invitation presenta di “crescente prestigio internazionale”, perfeziona i suoi studi con Natalia Trull e Luca Rasca, dopo aver conseguito la formazione di rito presso l’École normale de musique di Parigi e la storica Accademia del Ridotto.
È un programma variegato, complesso quello offerto da Ottaviani all’uditorio qualificato e signorile, in cui, dal quieto di un Bach al “Preludio e fuga n°12”, volge ai ritmi altalenanti della “Fantasia op.49″ di Chopin, per approdare alla furia incredibile di Bartók che, con l'”Out of Doors sz81”, sconvolge di stupore e ammirazione lo sguardo degli astanti.
Quale impeto! Quale forza di tecnica e sentimenti sul tappeto dicromo dei tasti di Marco?!
Rapiti dall’agilità delle sue mani e dalla rapidità degli accordi infiniti – spesso evanescenti allo sguardo – ne abbiamo seguito per intero le fasi, sino al bis di chiusura, con cui ha accomiatato la serata, ampiamente plaudita, conclusasi poi col cocktail itinerante servito tra le siepi all’italiana della dimora.
Un evento introdotto dalla cordialità signorile di Anna Murmura – Vice Presidente con Gilberto Floriani della Fondazione – e dall’ouverture attesissima della padrona di casa e Presidente del sodalizio, Donna Maria Folino Murmura.
Musicista classica, si riconferma una forza della natura, a dispetto degli eventi contrari recenti che, grazie al Cielo, non ne hanno scalfito la tempra tigrina e la tecnica magistrale nelle mani severe di sempre.
Ha giubilato la serata sulle note del “Mormorio di primavera Op. 32 n. 3” di Sinding, ribadendo ella stessa, forse inconsciamente, la valenza culturale dell’evento: un momento di crescita e di godimento condiviso per i cultori; di coagulo e confronto tra essi, per i contenuti offerti e per le forme e le finezze di contesto, ahimè sempre più rare al giorno d’oggi.
Un ringraziamento sentito, quindi, a Casa Murmura per l’iniziativa promossa e per l’accoglienza che Donna Maria, in concerto con le figlie Anna, Enrica e Francesca e l’ottima Segretaria Caterina Carnovale, offre sovente.
