Si chiude il sipario sulla stagione regolare. La Redel Reggio Calabria si appresta a giocare l’ultima, decisiva, gara sul campo della Basket Academy Catanzaro, con il primo posto ancora in ballo. Giulio Cadeo alla vigilia del match argomenta parole che raccontano di una squadra concentrata, matura e pronta a non lasciare nulla al caso.
La posta in palio è altissima, ma Cadeo mantiene la giusta dose di pragmatismo.
“Settimana importantissima di lavoro e ci avviciniamo verso il rush finale di questa stagione regolare. C’è in ballo il primo posto. Ovviamente toccherà vincere e sperare nei risultati degli altri campi. Catanzaro non arriva a un momento bellissimo, deve vincere perché si sta giocando il quinto posto con Barcellona, ma è una delle formazioni più complete, giovani ed esuberanti di questo girone – avverte Cadeo che ricorda il match d’andata – Non è stata facile nemmeno in casa. Oltretutto adesso hanno trovato la quadratura. Catanzaro è una di quelle squadre che man mano che il campionato è andato avanti ha trovato le proprie gerarchie. Al ritorno il livello si è alzato”.
La domanda che tutti fanno è: chi sarà l’avversaria ai play-off? Cadeo, però, taglia corto.
“Io ho visto poco. Penso molto alla mia squadra. In questo momento si parla: arrivi primo, arrivi secondo… ci sta, ma poi si parla del niente. Noi non ci siamo messi a lavorare su nessuna squadra, perché sarebbe come buttare via ore. Intanto lavoriamo sul Catanzaro. Da domenica sera sapremo esattamente chi c’è. Sulla carta ci sono le favorite, ma quando c’è la palla due, la prima e l’ottava sono nella stessa barca. Ci può essere la favorita, ma non vuol dire che sarà lei a vincere”.
Il momento più intenso dell’intervista arriva quando si parla del finale dell’ultima partita, quando in campo sono scesi quattro giovani reggini: Mazza, Calogero, Mattia Viola e Giuseppe Paino. Per Cadeo, quello è solo un piccolo assaggio.
“Sono piccoli segnali, ma vanno a palesare tutto quello che c’è dietro, quello che stiamo organizzando da due anni. Fa piacere vedere quattro reggini in prima squadra…”
Il coach conclude.
“Questi sono i primi segnali, ma è solo l’inizio. E faccio un appunto: i nostri ragazzi non devono entrare in campo come premio o perché c’è la festa grande se un ragazzino fa canestro. Noi dobbiamo arrivare a mettere in campo un ragazzo di Reggio del nostro settore giovanile e che giochi da protagonista. Non deve essere una sorpresa che faccia canestro. Deve diventare la normalità.”
E sul futuro sogna in grande.
“Il sogno sarebbe avere una larga parte del roster tutta di Reggio Calabria. Non sarà facile, ci sono anche gli acquisiti che arrivano da tutte le parti d’Italia, ma speriamo possa capitare sempre più spesso.”
