“Una giornata storica in positivo per la Calabria come quella di giovedi’ 9 aprile e’ difficile da ricordare. In un colpo solo il governatore Roberto Occhiuto ha centrato due obiettivi importanti, uno dei quali letteralmente fondamentale com’e’ l’uscita dal commissariamento nella Sanita’ dopo un lunghissimo periodo di 17 anni. E’ cruciale questo risultato ottenuto dal presidente della Regione e vicecoordinatore nazionale di Forza Italia, che sulla sanita’ e sui suoi problemi si e’ speso in prima persona per razionalizzare e riorganizzare un settore che era allo sbando”. Lo afferma Marco Polimeni, consigliere regionale di FI, che aggiunge: “La correttezza di quel lavoro, che l’ha impegnato per tutta la prima legislatura, ha contribuito a ridare efficienza ma anche credibilita’ alla Calabria sui tavoli nazionali di Governo: ci sono ancora problemi per cui bisognera’ lavorare come prima, ma evidentemente la Sanita’ della nostra regione non e’ piu’ quel buco nero che e’ stato per anni. La conferma della fine del commissariamento, certificata ieri dal Consiglio dei ministri, ne e’ stata la dimostrazione. Ora – sostiene Polimeni – il ritorno alla gestione ordinaria garantira’ piu’ autonomia: le decisioni per la Calabria le prenderanno i calabresi. Allo stesso tempo non puo’ passare in secondo piano l’introduzione – voluta sempre da Occhiuto – del reddito di merito, vale a dire quel bonus da mille euro al mese che la Regione riconoscera’ agli studenti calabresi che resteranno nelle Universita’ calabresi e proseguiranno il proprio percorso con buoni voti: e’ il ribaltamento di una trita narrazione assistenzialista che non ha proprio ragione di esistere grazie all’introduzione di uno strumento moderno e proattivo. Non e’ un caso se per il reddito di merito la Calabria e’ in queste ore in evidenza anche sulle piu’ importanti testate nazionali. Non ce ne vogliano quelli dell’opposizione, ma alla storiella di una regione arretrata – conclude – ormai ci credono solo loro”.
Fine commissariamento sanità, Polimeni: “Occhiuto si è speso in prima persona”
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