Proseguono le indagini sulla morte del bambino di 18 mesi di Zungri, deceduto all’ospedale di Catanzaro dopo un primo ricovero a Vibo Valentia in seguito a gravi disturbi gastrointestinali. Al centro degli accertamenti c’è la Family Baby School di Tropea, l’asilo privato frequentato dal piccolo, dove gli investigatori stanno svolgendo una serie di verifiche tecniche e igienico-sanitarie.
L’attività investigativa è affidata alla Squadra Mobile di Vibo Valentia, sotto il coordinamento del pubblico ministero della Procura di Catanzaro Roberta Lomurno. La struttura, già chiusa in via precauzionale dalla dirigente Serena Miceli per consentire una sanificazione straordinaria, resta sottoposta a sequestro mentre consulenti tecnici e investigatori eseguono analisi sugli ambienti e sulle attrezzature.
L’obiettivo è ricostruire con precisione quanto accaduto nei giorni precedenti al decesso del bambino. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Tra le piste al vaglio figura anche la possibile presenza del batterio Clostridium difficile, ma ogni conclusione sarà subordinata ai risultati dell’autopsia, che sarà eseguita nelle prossime ore dagli specialisti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, e agli esami microbiologici necessari per verificare eventuali collegamenti tra i casi dei bambini che hanno manifestato sintomi gastrointestinali.
Sulla vicenda è intervenuta anche la dirigente dell’asilo, Serena Miceli, spiegando le misure adottate dopo l’accaduto: “Il Clostridium difficile è un batterio che si prende generalmente nelle strutture ospedaliere, poiché le scuole normalmente igienizzano quotidianamente con prodotti a base di cloro, ma tale tipo di batterio non si debella purtroppo con simili prodotti ma con quelli a base di acqua ossigenata, che normalmente non si usano nelle scuole, ma solo negli ospedali. Ci siamo quindi premurati di contattare subito lo stesso fornitore che ci procura i prodotti di sanificazione quotidiana, per farci pervenire i prodotti che fornisce alle cliniche e agli ospedali, così da sanificare l’asilo”.
Parallelamente anche l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha avviato una propria inchiesta interna per chiarire le cause della morte del piccolo e verificare ogni possibile elemento utile alla ricostruzione della vicenda.
