“In merito alle analisi post-referendarie apparse su diversi organi di stampa e piattaforme social, che tentano di stabilire una correlazione tra l’esito del voto e la presenza della criminalità organizzata in specifici territori”.
Così, in una nota, Rosario Sergi, Consigliere nazionale del Partito Repubblicano Italiano e già Sindaco di Platì.
“Siamo di fronte a una ricostruzione metodologicamente debole e gravemente lesiva della dignità di intere comunità,” dichiara Sergi. “Si sta tentando di costruire una narrazione fuorviante basata su una selezione parziale e strumentale dei dati, ignorando la realtà dei numeri complessivi.”
Secondo l’analisi condotta da Sergi, i numeri relativi ai comuni che hanno subìto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dicono l’esatto contrario della tesi del ‘voto condizionato’:
Su 275 comuni sciolti, in circa 200 ha prevalso il NO.
La media complessiva nei comuni sciolti registra il 55,5% per il NO e il 44,5% per il SÌ.
Il dato ponderato sul numero reale dei votanti è ancora più netto: 59,9% per il NO contro il 40,1% per il SÌ.
“Questi numeri dimostrano che l’utilizzo di singoli casi isolati per estrapolare una chiave di lettura generale è un errore statistico e sociologico,” continua il Consigliere del PRI. “Alimentare questa narrazione non è un esercizio neutro: significa sovrapporre indebitamente il comportamento democratico di migliaia di cittadini a fenomeni criminali. Questo pregiudizio finisce paradossalmente per giustificare il disinvestimento e la carenza di infrastrutture in aree che avrebbero invece bisogno di Stato e presenza istituzionale.”
Sergi richiama infine il rispetto dei principi cardine del nostro ordinamento: “Legare l’esito elettorale a provvedimenti amministrativi di scioglimento — che in molti casi, come il nostro, avvengono per meri rapporti di parentela senza accertamenti giudiziari — contrasta apertamente con l’Articolo 27 della Costituzione, che sancisce la responsabilità penale personale. Non possiamo scivolare verso logiche di responsabilità collettiva che appartengono a stagioni storiche che l’Italia ha superato da tempo. Il sostegno del NO nasce anche, secondo alcuni comitati sostenitori ,soprattutto, per difendere questi principi costituzionali,” che gli stessi promotori del NO oggi con le loro affermazioni fuorvianti rinnegano.
