Continua il dibattito sui temi oggetto del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Alla Libreria Coriolano di Catanzaro i magistrati per il No hanno ribadito il loro punto di vista contrario alla riforma Nordio, dando spazio anche alle sollecitazioni provenienti dal mondo del sociale. Così, accanto alle magistrate Graziella Viscomi, sostituto procuratore, e ad Adele Ferraro, giudice presidente di sezione, hanno dato il loro contributo Giancarlo Rafele, presidente della cooperativa sociale Kyosei, e Rossella Marzullo, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Principale preoccupazione dei magistrati per il NO è l’alterazione degli equilibri tra i poteri dello Stato.
“Come autorevoli costituzionalisti hanno detto – ha detto il sostituto procuratore di Catanzaro Graziella Viscomi – quella che viene chiamata separazione delle carriere è in realtà uno specchietto per le allodole. Nei fatti, e grazie a una legge ordinaria, la separazione delle carriere esiste già. Su un organico di 9.500 magistrati, negli ultimi 10 anni soltanto 30-40 magistrati all’anno hanno fatto il passaggio da una funzione all’altro e per farlo hanno dovuto cambiare anche il territorio di operatività. È più corretto dire che indebolendo il Consiglio superiore della magistratura attraverso il meccanismo del sorteggio si indebolisce la magistratura nei confronti del potere politico, qualunque esso sia”.
Non sono, ovviamente, questioni tecniche. Prova ne sia il vasto e concitato dibattito in atto nel Paese. Ma quanto la riforma incide nella richiesta quotidiana di giustizia da parte del comune cittadino? Tanto, secondo Giancarlo Rafele, presidente della Kyosei:
“La riforma della giustizia non è solo codice penale o codice civile, la giustizia incide sulla vita di tutti noi, in particolare sulle persone più fragili. Quello che si chiedono le persone è se questa riforma migliorerà l’efficienza della giustizia. Dall’incontro di questa sera abbiamo capito che il processo non sarà più veloce, più efficiente, più efficace”.
Catanzaro. Perché è “Giusto dire NO”. Incontro alla Libreria Coriolano sulla riforma della giustizia
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