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Sant’Andrea Apostolo dello Ionio (Cz), inaugurata la mostra fotografica di Vincenzo Dominijanni

È stata inaugurata sabato 13 agosto, presso il Chiostro del Convento delle Suore Riparatrici di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, la mostra fotografica “VOLTI E RISVOLTI” – L’IMMAGINARIO FOTOGRAFICO, di Vincenzo Dominijanni.

La personale del fotografo andreolese, curata dalla Pro Loco, rimarrà aperta al pubblico fino al 21 agosto ad ingresso libero, dalle ore 20:30 alle ore 24:00.

L’esposizione si compone di 48 fotografie in bianco e nero e a colori, stampate dall’autore con tecnologia digitale.

I volti di uomini e donne che si susseguono in questa mostra, rimandano a nomi e storie precise di persone che fanno intravedere i contorni sfumati di una piccola comunità, esprimono il desiderio di essere parte attiva della città come luogo di vita condivisa, protagonisti, insieme a tanti altri uomini e donne, di un racconto a tratti pensieroso e malinconico.

I volti della gente comune raccontano tutto di sé nell’espressione ritratta dall’obiettivo di Vincenzo Dominijanni, che riesce a regalarci con la sua arte momenti di insuperabile bellezza e profondità che aprono uno squarcio nella vita reale spesso faticosa e frenetica. 

Le storie le possiamo raccontare in mille modi – scrive Rosa Iannuzzi nelle note di presentazione della mostra – Le portiamo addosso mentre le camuffiamo attraverso le parole belle per i giorni lieti e tristi per quelli bui – abbellendole con sogni e ideali, o stracciandole come fogli di giornale oppure ancora

incorniciandole come il quadro più prezioso. Ma c’è un solo modo per comprenderle e accoglierle: ascoltarle.

Abbiamo smesso di ascoltare le storie, per questo le persone hanno smesso di raccontare. Non abbiamo mal tempo, non è mai abbastanza importante, magari più avanti, magari più in là. E intanto la vita passa, scorre e quando ci ripensiamo, quel tempo l’abbiamo perduto.

Ma oggi, che siete qui, venuti a visitare questa mostra, fermatevi un momento. Rallentate il passo. E guardate attentamente, osservate le intenzioni, il tempo trascorso nelle rughe, nei sorrisi, negli sguardi persi lontano. Là dove la vita scorreva lentamente, di una lentezza che abbiamo dimenticato.

E dove l’esistenza di ognuno scivolava dentro il pulsare della piccola comunità. Leggete tra le pieghe delle camicie, tra le collane e gli orecchini, nelle bocche semiaperte, sui bordi dei cappelli, tra le lenti e gli occhi, negli sguardi che vi sfidano e quelli che rincorrono di lato un pensiero interrotto, tutta la vita trascorsa, che è anche la vostra, la nostra. Guardate bene le teste canute, che un tempo avevano il colore del grano o delle more di campo, i visi ancora fieri e presenti.

Le storie le possiamo raccontare in mille modi. Ora tocca a voi ascoltarle”.

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