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Il ritratto di Paola Canevale: un’eccellenza tra rigore e sophrosyne

Ci sono figure che lasciano un’impronta indelebile, non solo per la straordinaria acutezza, ma per quel raro equilibrio tra genio e umanità. È questo il ritratto di Paola Carnevale che emerge dal commosso e fiero racconto che ne è stato fatto, nel giorno del suo compleanno, nella Biblioteca Stefano Rodotà del Liceo Telesio, dove Paola era docente di lettere classiche. Presenti amici, colleghi, vicini di casa, studenti e la sua famiglia. Ed è proprio nella compostezza del marito e dei figli che si ritrova il suo insegnamento più grande. Nonostante il peso immenso della sua assenza, il loro è un esempio di dignità e amore silenzioso; lo stesso amore, forte e instancabile, con cui hanno protetto e accompagnato una madre e moglie durante la sua malattia. E’ stato il relatore e mentore universitario di Paola, il Prof. Pietro Dalena, ordinario di Storia Medievale all’Unical, a restituirne l’immagine di una studiosa d’altri tempi, capace di incarnare i valori più alti della cultura classica e filosofica. Non è un caso che per descriverla sia stata evocata la parola greca sophrosyne, quel concetto antico che richiama la temperanza, la saggezza e l’equilibrio morale. Paola era esattamente questo: la perfetta sintesi tra rigore morale e splendore intellettuale.
L’incontro tra il professore e la Carnevale avviene quando lei, già laureata in Lettere Classiche, decide di non fermarsi e si iscrive alla facoltà di Filosofia. Colpito dalle sue capacità e dalle sue risorse umane, fu lo stesso docente a spingerla a proseguire le ricerche sotto la sua guida: “A un certo punto le dissi: Dai, continui con me. Tant’è che si laureò in Filosofia con la lode e anche con gli onori della pubblicazione”.
Per evitare il sospetto di favoritismi o di una carriera costruita “in casa”, il professore scelse per lei una strada più difficile ma indiscutibile: il concorso di dottorato presso l’Università di Lecce, dove Paola superò brillantemente l’esame di ammissione, piazzandosi al primo posto. Ottenne l’esonero scolastico e, dopo tre anni di intensa attività, coronò il percorso addottorandosi con il massimo dei voti. La sua discussione finale colpì l’intera commissione, tanto che un illustre collega dell’Università di Bologna si lasciò andare a un commento sincero: «Ma questa è proprio brava». Un’affermazione a cui il Prof. Dalena rispose con una convinzione che il tempo non ha scalfito: «Sì, mi sembra che sia la più brava degli studenti che io finora ho incontrato».
Il percorso di Paola Carnevale è stato scandito da una produzione scientifica precoce e di altissimo profilo. Già a cavallo tra il 2008 e il 2010, la studiosa poteva vantare ben dodici pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche, una base solida che le avrebbe aperto con certezza le porte per il concorso da professore associato all’università.
Tuttavia, la sua straordinaria preparazione la portò a vincere un altro percorso d’eccellenza: il concorso nazionale per l’insegnamento di Latino e Greco nelle scuole superiori, una selezione durissima su scala nazionale ben diversa dalle abilitazioni ordinarie. Da lì arrivò la nomina a professore di ruolo, che la portò a insegnare a Cassano e poi a Paola. Approderà anche al Liceo Classico Bernardino Telesio di Cosenza, dove sarà docente colta ed appassionata di lettere classiche, esperta e raffinata cultrice e ricercatrice della storia del Mezzogiorno medievale.
“Il patrimonio di affetto, cultura e umanità che Paola ha seminato tra i corridoi e nelle aule del liceo rimane indelebile nel cuore di chi ha avuto il privilegio di camminare al suo fianco” così l’allora dirigente Antonio Iaconianni nel suo messaggio ricordo. A conferma di ciò gli interventi intrisi di affetto e stima delle Prof.sse MariaPia Domanico, vicaria del Telesio e Francesca Mastrovito collaboratrice del DS: “Paola non apparteneva a questo mondo, aveva qualità rare che meglio si addicono al mondo celeste”.
L’intero appuntamento è stato fortemente voluto e organizzato da Maria Francesca Tiesi, amica fraterna e collega della professoressa Carnevale, che ha preso la parola per tracciare un ritratto intimo e autentico della docente, mettendone in luce l’onestà intellettuale e la profonda umanità.
“Il suo insegnamento era quello di non essere mai un essere giudicante e, nello stesso tempo, di dire quello che pensava. Una schiettezza pura, che non offendeva mai. Paola riusciva a trovare le parole giuste per farci comprendere quello che era davvero l’essenza di un suo pensiero”.
Un ricordo commosso il suo, che ha saputo restituire la cifra stilistica di una donna e di un’educatrice che ha fatto della trasparenza e della ricerca dell’essenziale il proprio faro.
Il momento più alto della cerimonia è coinciso con la lettura di una lettera scritta a più mani dalla sua storica V classe al Telesio, in risposta ai messaggi che la docente era solita lasciare ai ragazzi alla fine del percorso scolastico. Un testo che fotografa l’eredità umana e intellettuale lasciata dall’insegnante:
“Cara prof, oggi sulle spalle e sul cuore sentiamo il peso della responsabilità di ricordarvi con immenso affetto e gratitudine. Dopo il liceo, ognuno di noi ha intrapreso il proprio percorso con la speranza di incontrare un mentore che vi somigli: appassionato, grintoso e mai prevaricatore. Un mentore in grado di rimproverarci con incisività, ma anche di difenderci tenacemente; di scuotere le nostre menti con stimolanti sfide quotidiane e, insieme, di adorarci per i nostri grotteschi tentativi di successo”.
I ragazzi, oggi laureati e lavoratori, si sono definiti “piccoli punti che si ricongiungono ogni qual volta si lasciano orientare da quel famoso tesoretto che voi stessa avete contribuito a costruire”. E proprio attingendo a quel bagaglio di studi classici tanto amato dalla professoressa, gli ex alunni hanno voluto dedicarle un ultimo pensiero poetico, immaginandola immune dalle sofferenze terrene e immersa nella quiete e nella bellezza dei Campi Elisi dove l’oceano dona refrigerio con i suoi soffi di zefiro e dove, secondo la mitologia, dopo la morte giungono le anime degli eroi.
Una donna e una mente luminosa che ha saputo onorare la scuola, l’università lasciando una testimonianza di dignità professionale e passione per il sapere che continua a vivere nei cuori di chi l’ha conosciuta e nelle menti di chi, oggi e domani, raccoglierà la sua preziosa eredità.
A lei si addice il noto aforisma ciceroniano: “Brevis a natura nobis data est vita, at memoria bene redditae vitae sempiterna.” La natura ci ha dato una vita breve, ma la memoria di una vita spesa bene è eterna.

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