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A Tiriolo (CZ) convegno sulle radici storico-culturali e identitarie del cibo e dell’agroalimentare in Calabria

A Tiriolo oggi alla Casa delle Culture, gli studenti dell’I.I.S. “Rita Levi Montalcini” di Sersale – IPSEOA di Taverna, impegnati nel PCTO “Le radici storico-culturali e identitarie del cibo e dell’agroalimentare in Calabria”, hanno esposto il lavoro conclusivo nell’ambito della conferenza di presentazione del volume “Dai Sissizi di Re Italo alla dieta mediterranea”, rientrante nella tredicesima edizione de “Il Maggio dei libri”, alla presenza dell’autore e giornalista Massimo Tigani Sava.

L’evento è stato organizzato dal Polo Museale di Tiriolo antica con il patrocinio del Comune di Tiriolo. Il lavoro è il risultato di un lungo percorso formativo, articolatosi in diversi momenti. Dopo aver affrontato il tema dell’importanza della tutela della biodiversità agroalimentare e aver, a tal proposito, consultato il catalogo on line di Slow Food, gli studenti hanno formulato un menù che successivamente hanno riprodotto nel laboratorio di enogastronomia dell’Istituto Alberghiero di Taverna.

“Un menù da…presidio” è il titolo scelto per l’elaborato finale: un libro digitale che illustra l’attività di preparazione di alcune pietanze, tutte realizzate con quegli ingredienti che rischiano di scomparire e che Slow Food, attraverso i progetti “Presidi” e “Arca del Gusto”, sta cercando di recuperare e salvaguardare. Un omaggio, dunque, reso dagli studenti alla propria terra e alle sue radici millenarie.

I docenti riferiscono: “Il Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento è stato pensato come un’occasione di crescita dei e con i ragazzi, in grado di suscitare quegli elementi di appartenenza identitaria che possano essere da stimolo a vivere il proprio territorio e a confrontarsi con le radici storico-culturali del cibo e dell’agroalimentare calabrese in modo sempre più consapevole, valorizzando la biodiversità agroalimentare, l’agricoltura familiare e di piccola scala”.

La giornata conclusiva del percorso formativo si è articolata in due momenti consecutivi partendo dalla visita al Museo condotta da personale esperto, il quale ha potuto focalizzare l’attenzione dei partecipanti sui reperti che richiamano il cibo in età antica e, nello specifico, riferibili ai nuclei abitativi sorti tra la fine del IV sec. a.C. e l’inizio del III sec. a.C. nel territorio di Tiriolo. L’evento è proseguito con la conferenza di presentazione del succitato volume sul tema delle radici identitarie dell’agroalimentare calabrese e delle produzioni agricole del territorio, alla quale hanno altresì partecipato la Condotta Slow Food di Catanzaro, l’Associazione “Asperitas” di Zagarise, gli studenti dell’I.S. “Costanzo”- Decollatura – sede di Soveria Mannelli e dell’Istituto Tecnico Agrario Statale “Vittorio Emanuele II” di Catanzaro.

Sono intervenuti all’incontro gli archeologi Lorenzo Antonio Chiricò e Marialetizia Faragò, il responsabile regionale dei Presidi Slow Food Alberto Carpino e Lucia Talotta della Comunità Slow Food di Lamezia Terme per la valorizzazione della cultivar Carolea.

I due archeologi, prendendo spunto dai reperti esposti presso il Museo, hanno illustrato rispettivamente le funzioni delle suppellettili da mensa e la loro importanza per la ricerca archeologica sulla storia dell’Istmo di Catanzaro, e la funzione sociale e antropologica del banchetto, sacrificale, celebrativo e funebre, e altresì del simposio, presso i Greci e le popolazioni italiche.

Massimo Tigani Sava, in continuità con quanto esposto dagli archeologi, ha voluto porre l’accento sulla mancata valorizzazione delle radici enotrie della Calabria, da sempre oscurate da una ben più marcata celebrazione della nostra cultura magnogreca, e di quanto esse possano essere vero punto di ripartenza per la nostra terra.

Il responsabile regionale dei Presidi Slow Food, il prof. Alberto Carpino nel suo intervento ha sottolineato l’importanza e la ricchezza della biodiversità calabrese.

Lucia Talotta, nel sottolineare quanto la cultivar Carolea sia ormai non soltanto prodotto agricolo ma protagonista storico ed elemento fondamentale del paesaggio collinare calabrese, ha introdotto quello che sarà il primo Festival della Carolea, atteso a Lamezia nei giorni 27 e 28 maggio prossimi.

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