“Ha più valore, un milione di volte, la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell'uomo più ricco della terra” - Ernesto “Che” Guevara
HomeCalabriaReggio CalabriaGemellaggio tra il Comune di Riace e il Campo profughi di Dheisheh...

Gemellaggio tra il Comune di Riace e il Campo profughi di Dheisheh in Cisgiordania

Da Riace a Betlemme, un ponte tra comunità, culture e religioni contro ogni forma di divisione.

Riace sceglie di costruire un legame stabile con il campo profughi palestinese di Dheisheh, posto a pochi chilometri da Betlemme.

Un accordo di gemellaggio che mette al centro la dignità umana, la solidarietà, i diritti fondamentali, la cultura, i giovani, le donne e la cooperazione tra comunità.

 

Il Comune di Riace, rappresentato dal sindaco Domenico Lucano, e il Comitato Popolare del Campo profughi palestinese di Dheisheh, rappresentato dal Presidente Mahmoud Ramadan, avviano un rapporto di gemellaggio fondato sul dialogo tra i popoli, sulla cooperazione internazionale e sulla costruzione di legami di solidarietà, giustizia e fratellanza.

Non si tratta di un semplice atto simbolico.

L’accordo prevede una collaborazione concreta tra le due comunità nei settori delle politiche giovanili, della cultura e delle arti, dello sport e della promozione e tutela dei diritti delle donne. Prevede inoltre il coinvolgimento di enti pubblici e privati, organizzazioni della società civile e soggetti sociali, culturali ed economici, con l’obiettivo di creare relazioni durature e favorire lo scambio di esperienze e competenze.

 

DHEISHEH: LA MEMORIA DI UN POPOLO E LA FORZA DI UNA COMUNITÀ

Dheisheh è un campo profughi palestinese nato nel 1949, dopo la Nakba, per accogliere palestinesi costretti ad abbandonare le proprie case e i propri villaggi.

Quella che doveva essere una condizione temporanea è diventata una realtà protratta nel tempo.

Ma Dheisheh non è soltanto il luogo dell’esilio.

È una comunità che ha saputo custodire la propria memoria e la propria, e che continua a investire nelle nuove generazioni, nella vita comunitaria, nella cultura e nella partecipazione.

Il gemellaggio con Riace vuole incontrare proprio questa dimensione della comunità.

Non soltanto la sofferenza del rifugiato, ma la dignità di una realtà che continua a vivere, creare, educare, costruire relazioni e guardare al futuro.

Nel testo dell’accordo, il Comitato Popolare di Dheisheh riconosce e promuove i valori di giustizia, uguaglianza, libertà, dignità umana e difesa dei diritti fondamentali, compreso il diritto al ritorno dei rifugiati, con particolare attenzione alle future generazioni.

Sono valori che Riace riconosce come propri.

CRISTIANI E MUSULMANI: LA RELIGIONE COME POSSIBILITÀ D’INCONTRO

Uno degli aspetti più significativi di questo incontro riguarda la dimensione religiosa. Dheisheh è una comunità palestinese nella quale vivono cristiani e musulmani.

La loro appartenenza religiosa non deve diventare una barriera.

Condividono la vita quotidiana, la memoria, le difficoltà, le relazioni familiari e il senso di appartenenza a un luogo.

Questa esperienza contiene un messaggio particolarmente importante per l’Europa di oggi.

In un momento nel quale le differenze religiose e culturali vengono spesso utilizzate per alimentare paura, sospetto e separazione, Dheisheh ci ricorda che è possibile avere identità diverse senza trasformarle in un motivo di divisione.

La religione non dev’essere un confine tra esseri umani.

La fede non deve generare paura dell’altro.

La propria identità non deve avere bisogno di negare quella altrui.

 

Cristiani e musulmani possono vivere insieme nel rispetto reciproco, condividendo la comune dignità umana.

Ed è proprio questo uno dei messaggi che Riace intende portare attraverso il gemellaggio.

 

BETLEMME: UNA PARTE DELLA NOSTRA STORIA

 

Dheisheh si trova a pochi chilometri da Betlemme, città della Natività e luogo centrale della storia cristiana.

Per una comunità italiana, guardare verso Betlemme significa anche guardare verso una parte fondamentale della propria storia spirituale e culturale.

Per questo il rapporto con Dheisheh non è estraneo alla nostra identità.

Al contrario, può essere letto come un incontro con una terra che appartiene profondamente anche alla memoria cristiana dell’Italia e dell’Europa.

Questo legame è stato reso ancora più evidente dalla visita di Papa Francesco in Terra Santa nel maggio 2014.

 

Papa Francesco nel campo profughi Dheisheh, luogo simbolo del viaggio

Il 25 maggio Francesco visitò Betlemme, celebrò la Santa Messa in Piazza della Mangiatoia e visitò la Grotta della Natività.

Nella stessa giornata si recò anche nel campo profughi di Dheisheh, dove incontrò i bambini e la comunità palestinese.

È un’immagine che conserva ancora oggi una straordinaria forza simbolica: Betlemme e Dheisheh.

La Natività e il campo profughi.

La storia della cristianità e la storia di una comunità palestinese.

Papa Francesco scelse di incontrare entrambe.

Per noi questo significa che la solidarietà verso chi vive una condizione di sofferenza non è estranea ai valori cristiani.

È, al contrario, parte della loro dimensione più autentica.

 

 

RIACE E DHEISHEH: DUE COMUNITÀ, DUE STORIE, UN INCONTRO

Riace e Dheisheh hanno storie profondamente diverse.

Ma proprio per questo possono imparare l’una dall’altra.

Riace conosce l’accoglienza, Dheisheh conosce l’esilio.

Riace ha costruito una parte della propria esperienza recente intorno all’incontro con persone arrivate da altri Paesi.

Dheisheh porta invece la storia di una popolazione costretta alla condizione dell’esilio e che, nonostante questo, ha continuato a costruire una comunità.

Il gemellaggio nasce dall’incontro di queste due esperienze.  E non vuole limitarsi alle dichiarazioni.

 

 

UN MESSAGGIO ALL’EUROPA

Questo incontro assume un significato ancora più forte nel momento storico che stiamo vivendo.

L’Europa sta seriamente rischiando di essere attraversata da politiche fondate sulla paura dello straniero, sulla chiusura, sulla separazione e sulla costruzione di identità contrapposte.

Crescono fenomeni di islamofobia e forme di intolleranza verso chi viene percepito come diverso.

Di fronte a questo scenario, Riace vuole affermare un principio semplice: la propria identità non deve essere costruita contro qualcun altro.

 

Una identità è veramente forte quando non ha paura dell’incontro.

È questo il messaggio che Riace vuole affidare al proprio rapporto con Dheishe.

Articoli Correlati