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Sanità, stop della Corte dei Conti all’uscita dal commissariamento. Pd all’attacco: “Smontata favola di Meloni e Occhiuto”

La Corte dei conti ha avviato un approfondimento sulla delibera con cui, nell’aprile scorso, il Consiglio dei ministri aveva disposto la conclusione del commissariamento della sanità calabrese, in vigore da oltre quindici anni. Al centro delle verifiche ci sono sia gli aspetti procedurali sia il contenuto del provvedimento adottato dal Governo.

L’Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio ha trasmesso una dettagliata richiesta di chiarimenti, assegnando trenta giorni di tempo per fornire le necessarie controdeduzioni. Fino alla conclusione di questo passaggio, l’iter di controllo resta sospeso.

La decisione comporta, di fatto, uno stop all’efficacia del provvedimento e rallenta l’operatività legata alla gestione della sanità regionale. In questa fase, il governatore Occhiuto non può adottare atti né in qualità di commissario ad acta né come assessore regionale alla Sanità ad interim.

“I rilievi della Corte dei conti hanno sconfessato la propaganda fasulla di Giorgia Meloni e Roberto Occhiuto, che sulla sanità calabrese continuano a produrre disastri”.

È l’attacco durissimo del Pd Calabria alla luce dell’esito del controllo di legittimità della Corte dei conti, che ha stoppato il provvedimento che avrebbe dovuto decretare la fine del commissariamento governativo della Sanità calabrese.

“Per mesi – continuano i dem – il centrodestra ha raccontato ai calabresi una favola totalmente inventata. Durante la campagna elettorale per le Regionali calabresi, la presidente del Consiglio aveva annunciato l’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario. Negli ultimi giorni, il presidente della Regione aveva a sua volta anticipato l’imminente registrazione del relativo Dpcm e aveva convinto l’opinione pubblica che la procedura fosse già conclusa”.

“L’esame obbligatorio compiuto dalla magistratura contabile – incalza il Pd Calabria – fa invece a pezzi la narrazione del centrodestra, che come al solito aveva preferito lo spot alla verità”.

“Più volte, avevo avvertito – ricorda Nicola Irto, segretario del Pd Calabria – che il commissariamento non può finire per via di un’operazione politica, in questo caso di uno scambio con il ministro Calderoli per l’autonomia differenziata, ma termina solo se ai cittadini è effettivamente garantito il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Rilanciamo sulla necessità di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario, per assicurare alla Calabria le risorse occorrenti alla cura dei malati”.

“Da 16 anni i calabresi pagano un prezzo enorme, ma senza avere servizi adeguati. Il centrodestra esca dal teatro della menzogna e – conclude il Pd Calabria – abbia il coraggio di ristabilire l’eguaglianza dei calabresi rispetto al diritto alla salute”.

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