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Armi verso Israele dal porto di Gioia Tauro? L’interrogazione del M5S chiede verifiche

“Materiale bellico sta transitando dal porto di Gioia Tauro per dirigersi in Israele a bordo di alcune navi? Il quesito, alla luce della normativa vigente nel nostro Paese e dei trattati internazionali stipulati, è grave e merita una risposta”.

Lo afferma la deputata del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico.

“La questione – dice Orrico – così come sollevata dalla campagna internazionale No Harbor for Genocide e poi prospettata da una interrogazione parlamentare presentata dalla collega deputata del M5s Stefania Ascari andrebbe a disegnare un quadro preoccupante nel quale, nonostante espliciti divieti legislativi nazionali, in particolare la legge n. 185 del 1990 che disciplina il controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali d’armamento stabilendone divieti e controlli, ed obblighi internazionali dell’Italia, si veda la Convenzione di Ginevra ed il Trattato sul commercio delle armi, del materiale riconducibile alla filiera bellica riuscirebbe comunque a transitare da porti italiani verso Israele.

Nello specifico – prosegue l’esponente pentastellata – si tratterebbe di diversi container dei quali alcuni sarebbero già transitati dalla Calabria ed altri ancora dovrebbero farlo nell’imminente. Quindi la problematica è attuale e necessita dell’attenzione delle istituzioni competenti.

Ecco perché – conclude Anna Laura Orrico – auspico che vengano effettuati adeguati controlli dalle autorità portuali di Gioia Tauro e dalle connesse forze dell’ordine in modo da fare chiarezza assoluta sulla circostanza e sgomberare dal campo ogni sospetto”.

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