di Paolo Ficara – La Reggina è nata l’11 gennaio, ma potrebbe essere liberata l’11 giugno. Ciò che abbiamo svelato oltre un mese fa, è ormai il segreto di Pulcinella. I destini societari degli amaranto, si decideranno a Roma. Nella serata di oggi, giovedì 11 giugno, dovrebbe celebrarsi l’incontro giusto.
A questo incontro, in programma poco prima della gara inaugurale dei Mondiali, dovrebbe prendere parte uno dei quattro imprenditori italiani ad aver disputato la Champions League, negli ultimi dieci anni. Non è Elkann. Non è Percassi. Non è De Laurentiis.
Si tratta del senatore Claudio Lotito. Ad oggi, una delle figure più influenti del calcio italiano. Nonché della politica.
Il suo rapporto con la tifoseria della Lazio è ormai logoro, dopo 22 anni. Un po’ come è accaduto a Lillo Foti con la Reggina. Se la tifoseria biancoceleste gli chiede di liberare la Lazio, non possiamo assolutamente perdere l’occasione di chiedergli, nel frattempo, di liberare la Reggina.
Perché se i tifosi della Lazio possono avere la legittima ambizione di voler andare ogni anno in Champions, o di lottare per lo scudetto come hanno fatto nell’anno del COVID, a Reggio Calabria è doveroso vincere perlomeno la Serie D.
Oggi la Reggina va liberata da chi l’ha costretta all’umiliante mediocrità del dilettantismo. Il pubblico amaranto è molto diverso da quello biancoceleste. Perché diversa è la dimensione. Diverso è il calore. Diverso è il rapporto viscerale con la squadra.
A Reggio c’è un problema uguale ma, allo stesso tempo, opposto rispetto a quello vissuto da Lotito ultimamente alla Lazio. Lì, in tanti non vanno all’Olimpico per protesta. Qui, in tanti ci tornerebbero allo stadio, se venissero messi alla porta proprietari e dirigenti invisi ed incapaci. E quindi…
#liberalareggina
