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Strage di Amendolara, eseguite le autopsie sui quattro braccianti. A Reggio il vertice sul caporalato

Si sono concluse dopo circa tre ore, nell’obitorio dell’ospedale di Rossano, le autopsie sui corpi di Waseem Khan, 29 anni, e degli afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni, i quattro braccianti agricoli morti nel rogo avvenuto lunedì scorso ad Amendolara.

Gli esami autoptici sono stati eseguiti dal medico legale Biagio Solarino dell’Università di Bari insieme alla sua équipe. Al momento non sono emersi elementi ufficiali sull’esito degli accertamenti. Il consulente nominato dalla Procura si è riservato 90 giorni per il deposito della relazione peritale definitiva, che conterrà tutte le valutazioni scientifiche e i risultati degli esami effettuati.

Alle operazioni non hanno preso parte consulenti tecnici di parte dei due indagati, Safeer Ahmed e Ali Raza, accusati di omicidio plurimo aggravato. I difensori, gli avvocati Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, hanno assistito all’avvio degli accertamenti senza nominare esperti esterni, riservandosi ulteriori valutazioni nei prossimi giorni.

«Non possiamo dire nulla in questa fase e non credo emerga qualcosa nell’immediato», ha dichiarato l’avvocata Montilli, spiegando che il collegio difensivo continua a operare nel rispetto del segreto istruttorio e sta definendo la strategia processuale, valutando eventuali istanze o ricorsi da presentare.

Intanto il drammatico caso di Amendolara è al centro dell’attenzione istituzionale. A Reggio Calabria è in corso un vertice in Prefettura presieduto dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, convocato per affrontare il tema del caporalato e dello sfruttamento lavorativo nelle campagne.

Al tavolo partecipano, tra gli altri, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, gli assessori regionali Gianluca Gallo e Giovanni Calabrese, il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine e degli organismi ispettivi competenti.

«Per me è importante avere attorno a questo tavolo tutti gli interlocutori e i rappresentanti degli organismi che, sul territorio, hanno competenze sul tema del lavoro», ha affermato la ministra Calderone aprendo i lavori, sottolineando la necessità di un’azione coordinata per contrastare il fenomeno del caporalato e garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure.

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