«Ormai è un copione che si ripete puntualmente. Matteo Salvini torna periodicamente in Calabria per annunciare sempre le stesse cose sulla Statale 106 e sull’Alta Velocità, riproponendo progetti, ipotesi e promesse che i calabresi ascoltano da anni, senza che si registrino passi avanti concreti. Già nel 2023 e 2024 il Ministro aveva annunciato la fine della fase di progettazione e l’avvio dei lavori, adesso è tornato a farlo anche nel 2026».
Lo afferma il segretario della Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria, Giuseppe Panetta.
«Anche questa volta si parla di progettazione, di dibattito pubblico e di risorse ancora da reperire. Ma ciò che manca è esattamente ciò che interessa ai cittadini: un cronoprogramma credibile, finanziamenti certi per i lavori e l’apertura dei cantieri. La verità è che sulla Statale 106 non c’è alcuna svolta, mentre sull’Alta Velocità si continua ad annunciare un miliardo di euro che ancora non esiste».
«La cosa più grave è che, mentre Salvini arriva in Calabria a raccontare l’ennesima favola sulle infrastrutture, a Roma la Lega continua a sostenere e votare l’autonomia differenziata, cioè il progetto che rischia di aumentare ulteriormente il divario infrastrutturale tra Nord e Sud e di sottrarre opportunità ai territori meridionali. È una contraddizione evidente: da una parte si promettono grandi opere che restano sulla carta, dall’altra si approvano riforme che penalizzano il Mezzogiorno».
Secondo Panetta, «la Calabria non ha bisogno di conferenze stampa periodiche o di annunci riciclati. Ha bisogno di vedere ruspe, operai e cantieri. I cittadini non possono continuare ad aspettare mentre una delle principali arterie della regione continua a essere teatro di incidenti e vittime».
«Anche il presidente Occhiuto farebbe bene a smettere di celebrare annunci che, nella sostanza, non modificano lo stato delle cose. Se davvero il Governo e la Regione vogliono dimostrare di credere nello sviluppo della Calabria, dicano quando partiranno i lavori, quali risorse sono effettivamente disponibili e quali sono le date di completamento delle opere».
