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Alta Velocità, Franz Caruso plaude al rilancia della mobilitazione: “Se perdiamo questa occasione, alla Calabria verranno negati sviluppo e futuro”

“La mobilitazione ripartita da Roggiano Gravina è la prosecuzione di una battaglia che la città di Cosenza, attraverso il Comitato tecnico-politico per l’Alta Velocità da me presieduto, porta avanti da oltre tre anni. Una battaglia di civiltà, non di appartenenza politica, che riguarda il diritto della Calabria ad avere le stesse opportunità di sviluppo del resto del Paese. Oggi più che mai non possiamo permetterci di abbassare la guardia”.
È un appello forte e senza appello quello lanciato dal sindaco di Cosenza Franz Caruso, intervenuto all’incontro promosso dal sindaco di Roggiano Gravina Francesco Zappone, che ha riunito i sindaci dell’Esaro, il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi e numerosi amministratori locali per rilanciare la vertenza sull’Alta Velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria.
Per Franz Caruso l’iniziativa di Roggiano Gravina rappresenta “la naturale prosecuzione di un percorso istituzionale mai interrotto”, avviato dal Comitato tecnico-politico per l’Alta Velocità, composto da sindaci, docenti universitari, tecnici ed esperti del settore dei trasporti, che ha elaborato una dettagliata relazione tecnica trasmessa al Ministero delle Infrastrutture per sostenere un progetto capace di garantire alla Calabria una vera Alta Velocità sulla direttrice ionica che facesse da cerniera territoriale.
“In questi ultimi anni non abbiamo lasciato nulla d’intentato. Abbiamo chiesto un confronto con il ministro Matteo Salvini – ricorda Franz Caruso –. Ci era stato assicurato, ma non siamo mai stati ricevuti. Abbiamo organizzato una conferenza stampa a Roma il 14 gennaio 2025, scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e chiesto di essere auditi dalle Commissioni parlamentari competenti. A tutte queste iniziative è seguito un silenzio istituzionale che pesa e mortifica le aspettative della Calabria”.
Il sindaco Franz Caruso rivendica anche la correttezza delle valutazioni espresse dal Comitato tecnico-politico fin dall’inizio della vertenza.
“Abbiamo denunciato quando tutti tacevano – afferma – che mancavano le necessarie coperture finanziarie e che si annunciavano investimenti per diversi miliardi senza un progetto esecutivo, sulla base di un solo studio di fattibilità che, peraltro, individuava la dorsale interna e il tratto ferroviario Romagnano–Tarsia e Tarsia–Montalto Uffugo/Cosenza come quello possibile; tracciato successivamente abbandonato per quello tirrenico. Le incongruenze che avevamo segnalato stanno emergendo una dopo l’altra ed oggi assistiamo al definanziamento dell’opera”
Per questo motivo, secondo Franz Caruso, la nuova mobilitazione dei sindaci assume un valore decisivo.
“Sono pronto a sostenere ogni iniziativa utile, senza alcuna appartenenza politica. Oggi serve un fronte comune delle istituzioni perché, se passa questo momento storico senza che la Calabria ottenga l’Alta Velocità, rischiamo di perdere definitivamente un’infrastruttura strategica. Sarebbe uno scippo ai danni della nostra terra che non possiamo consentire. Per oltre tre anni ho più volte sollecitato il presidente Roberto Occhiuto ad assumere una posizione forte e a guidare questa battaglia istituzionale. Anche da parte sua, però, c’è stato un silenzio che ha accompagnato tutta la vertenza. Solo pochi giorni fa ha ammesso pubblicamente ciò che noi denunciamo da tempo, e cioè che le risorse economiche per l’Alta Velocità non ci sono. È una presa d’atto che conferma quanto avevamo sostenuto fin dall’inizio e che mi auguro lo possa portare a scendere in campo con tutti noi. Se lasciamo passare questo momento storico inutilmente, la Calabria rischia di non avere mai più l’Alta Velocità. Ed è questo il vero scippo che non possiamo accettare”.
Dall’incontro di Roggiano Gravina è emersa la volontà unanime dei sindaci di predisporre un documento politico condiviso da trasmettere al Governo, al Ministero delle Infrastrutture, alla Regione Calabria e ai parlamentari calabresi, quale primo atto di una nuova fase della mobilitazione istituzionale a difesa di un’infrastruttura ritenuta decisiva per lo sviluppo economico, sociale e competitivo della regione.
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