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Bilancio di previsione, le opposizioni lo bocciano: “Parcheggi a due euro e tasse alle stelle. Giunta senza visione e i cittadini sono esausti”

“Non voteremo convintamente questo bilancio. Non lo voteremo perché riteniamo sia carente almeno in due settori strategici per la crescita della città: Welfare e manutenzioni, due settori che in questi anni hanno inciso notevolmente sulla vita dei reggini”.

Il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Federico Milia, nel corso dell’odierna seduta nell’aula consiliare di Palazzo San Giorgio, interviene per spiegare i motivi del suo voto contrario e rincara : “Il bilancio potrà anche essere considerato perfetto, ma a Reggio nessuno se ne è accorto”.

“I cittadini sono esausti. Strozzati dalle tasse. Mi auguro che questa uscita dal piano di riequilibrio possa finalmente allentare la pressione fiscale e la pressione sanzionatoria che grava sui cittadini, per esempio l’ultima trovata del raddoppio del costo dei parcheggi” prosegue il capogruppo nel suo intervento.

Hanno ragione i colleghi a dire che questo bilancio non proietta la città verso il futuro. Nessun indirizzo di questa amministrazione proietta questa città verso il futuro: infatti ancora non è ben chiaro quale sia l’idea di città che, da 10 anni a questa parte, si sta portando avanti” dichiara Milia.

“Penso anche a un futuro più prossimo: l’agenda per la stagione estiva, già in giro estremo ritardo, una stagione di eventi che rischia di diventare come quella degli scorsi anni, approssimativa. Penso ai chioschi sul lungomare, penso a un progetto di città in versione estiva che ad oggi non c’è” – afferma Milia nel suo intervento, concludendo – Un bilancio è perfetto se migliora la vita dei cittadini, se disegna un modello di città che quest’ Amministrazione, in dieci anni, non è riuscita a palesare. E allora, lavoreremo già nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, per presentare delle alternative per evitare a tutti i costi che si ripeta lo scenario tristissimo delle scorse stagioni estive”.

Per Angela Marcianò, a capo del gruppo Impegno e Identità, si tratta di un bilancio previsionale apparente, ingessato e senza prospettive. Un “libro dei sogni” sganciato dallo storico dei consuntivi precedenti. “Ad ogni piè sospinto l’Amministrazione Falcomatà ci ricorda che siamo usciti dal Piano di rientro e che adesso si potranno fare grandi cose, delle quali però – ha incalzato – non vi è traccia. Rifiuti ovunque, mare inquinato, mancanza di acqua nelle abitazioni, strade disastrate, assenza di marciapiedi e quartieri privi del sistema fognario: e siamo nell’anno del Signore 2024! Molto semplicemente, servendomi di concetti e riflessioni elementari, rammento che, nonostante la straordinaria boccata di ossigeno proveniente da Roma con il Patto per Reggio, la Città continua ad arrancare e tutti i settori sono in sofferenza. D’altra parte il bilancio preventivo non può prescindere dallo storico dei consuntivi precedenti.

Personalmente, ricevo quotidiane lamentele su mancati e ritardati pagamenti, che riguardano tutti i settori, finanche riferibili a somme spettanti ai dipendenti comunali in ragione dell’ordinaria attività lavorativa svolta. Persiste, nel frattempo, un’atavica difficoltà ad esigere i crediti.

La stessa nota integrativa al Bilancio, predisposta dal settore, dice chiaramente: “Rimane ad oggi confermata la necessaria maggior incisività che bisogna dare alle politiche in materia tributaria dell’Ente, che assume sempre un maggior peso per il mantenimento dei servizi locali essenziali”. E’, dunque, evidente e chiaro a tutti che le politiche poco incisive producono effetti esiziali per i cittadini.

“Il Fondo crediti di dubbia esigibilità -prosegue la consigliera comunale – continua ad essere segnato da cifre particolarmente elevate, nonostante la competente Sezione regionale della Corte dei Conti, in occasione della delibera di conclusione del precedente Piano di riequilibrio finanziario, abbia rimarcato l’assoluta necessità di incrementare l’efficienza e la velocità di riscossione delle entrate e, conseguentemente, la loro implementazione, al fine di contenere l’effetto sul Bilancio di previsione del suddetto fondo.

Diversamente la certificazione del rientro dal piano, emessa dalla Corte, non produrrà nel prossimo triennio alcun beneficio per i cittadini reggini.

Pensate, e mi cadono le braccia anche solo a riferirlo in Aula, che la frase a chiusura della Nota Integrativa del Previsionale 2024-2026, che descrive la programmazione finanziaria dell’Ente, resta ancora la stessa, addirittura copiata letteralmente, di quella contenuta a chiusura della Nota integrativa al Bilancio di previsione 2020/2022! Persino lasciando il riferimento infelice (fortunatamente superato) alla emergenza sanitaria. Testualmente nel documento 2024-2026, infatti, si legge: “Il Comune dovrà incrementare in ogni caso la velocità di riscossione delle entrate proprie. Tale condizione rimane obiettivo primario, da conciliarsi con le condizioni economiche e sociali del territorio nonché con gli effetti economici prodotti dall’attuale emergenza sanitaria”.

Affermare che le previsioni di incasso dei tributi, rispettano i parametri ministeriali è insito nelle norme di legge: il problema è indicare come si pensa di pervenire a quell’incasso, con quali modalità, con quali strumenti! Appare sintomatico il dato della imposta di soggiorno che è, a mio avviso, la tassa più facile da incassare eppure vi sono notevoli ammanchi di cassa! Mi domando come sarà possibile riscuotere gli altri tributi. Allo stesso tempo anche i dati sul disavanzo non sono per nulla tranquillizzanti. Spiegatemi: quali sarebbero le uniche entrate sulle quali fate affidamento? Quelle che derivano dalle sanzioni per violazione del Codice della strada o i due euro l’ora dei parcheggi (sigh!)? L’intento programmatico appare, quantomeno, persecutorio. Ricorderei a tutti il rispetto del principio di “prudenza”, secondo cui l’utilizzo delle risorse derivanti dai proventi sanzionatori per violazioni alle norme del Codice della strada è sempre condizionato all’effettiva riscossione delle entrate di cui trattasi ai sensi dell’art. 179 del D.lgs. n. 267/2000.

In compenso, in questo previsionale, ci vengono presentati in bella mostra “debiti fuori Bilancio” per la spaventosa cifra di 4.099.942,91 di euro. Una conseguenza comprensibile se si chiede ai consiglieri comunali il riconoscimento del debito fuori bilancio perfino per compensare il lavoro straordinario regolarmente autorizzato dal dirigente, il quale dovrebbe sapere che lo straordinario impone certi limiti (orari e di spesa) e può essere ammesso solo per esigenze eccezionali e non per servizi continuativi e quindi da programmare, quali l’antincendio e la vigilanza presso il teatro Cilea.

Dallo studio del documento si evince pure la mera constatazione che l’Ente non intende sottoscrivere aumenti di capitale, effettuare trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle proprie società partecipate. Quali benefici dunque ne potrebbero derivare per la collettività, per i dipendenti e per i servizi di manutenzione?

Allora, infine, mi sono chiesta: forse intenderanno abbassare la pressione tributaria, che è rimasta sempre altissima in questi anni? Giammai. Neppure questo. Si è pensato soltanto di mettere a disposizione una cifra fissa per finanziare uno sgravio fiscale sulla Tari, che tra i requisiti isee richiesti e la necessaria assenza di pregresse morosità appare più un miraggio che un reale sostegno per categorie svantaggiate.

Abbiate la cortesia di spiegarci in due parole, allora, cosa migliorerà in Città perché pare evidente che Reggio, a queste condizioni, continuerà ad essere ingessata e non potrà garantire neppure infimi livelli nella fruizione dei servizi pubblici essenziali ai cittadini.

Non si può che rigettare un bilancio preventivo redatto sulla base delle sole norme regolanti la materia, ma all’interno di un modus operanti già visto che oltre a non promuovere sviluppo non garantisce serenità ai cittadini”.

Il consigliere della Lega, Armando Neri, ha parlato di “bilancio senza coraggio”. Secondo il consigliere di minoranza, i cittadini e le imprese da questo bilancio non riceveranno nessun beneficio. “Siamo usciti dal piano di riequilibrio, ma non se n’è accorto nessuno. In questo bilancio non si allenta la pressione fiscale, non si adottano agevolazioni per gli imprenditori, non si apre alcuna sanatoria per aiutare le persone a mettersi in regola coi tributi, non si aiutano le famiglie con le mense, non si premiano i cittadini che pagano le tasse. Eppure stavolta – considerata l’uscita dal piano di riequilibrio – si poteva fare, la Città lo avrebbe meritato. È un bilancio senza visione, che mantiene i parcheggi a 2€, le tasse alle stelle, senza investimenti sul futuro della Città, Si naviga a vista, su tutto. Siamo dinanzi ad una maggioranza che ormai è solo impegnata a mantenere i propri privilegi politici, disinteressandosi del tutto alle sorti di chi vive quotidianamente la Città”.

Il collega di opposizione e partito, Mario Cardia, ha osservato: “L’unica misura positiva proviene da un’azione politica di noi Consiglieri d’opposizione ed è il passaggio a tempo pieno dei dipendenti ex legge 15 ed ex legge 31 Per il resto si tratta di un bilancio vuoto privo di misure che vanno a incidere sulla vita dei nostri concittadini. La carezza sulla Tari per chi è in regola con i tributi non basta , il piano di rientro è finito e il regalo per i reggini è stato l’aumento del costo dei parcheggi in centro storico, una misura da revocare con immediatezza Nessuna programmazione per le associazioni del nostro territorio che con enormi sacrifici “si fanno carico” ogni anno dell’estate reggina Per non parlare della mancata modifica del regolamento sui gazebi in centro storico, anche qui un anno fa le proposte delle associazioni di categoria e di noi consiglieri in sesta commissione senza alcuna risposta, altro impegno non mantenuto di un’amministrazione ormai davvero al rush finale. L’unico aspetto positivo è frutto di un’azione politica portata avanti da tutta l’opposizione con interrogazioni e mozioni continue ed è l’aumento a 36 ore dei dipendenti stabilizzati ex legge 15 ed ex legge 31. Siamo stati gli unici a fare azioni politiche nell’interesse della collettività. I dipendenti aspettano con ansia il passaggio a tempo pieno, dovere di chi fa politica e rappresenta le istituzioni tutelarli e garantire loro il giusto sostentamento economico”, ha concluso Cardia.

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