“L'arte di non sapere, che non dev'essere confusa con l'ignoranza, perchè gli ignoranti non sono responsabili della loro triste condizione, nasce da un'idea autolatra ed egocentrica del mondo e della società” - Luis Sepúlveda
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Strage di Amendolara, i due fermati scelgono il silenzio davanti al gip

Nessuna dichiarazione davanti al giudice per i due uomini accusati del quadruplice omicidio avvenuto ad Amendolara, nel Cosentino. Nel corso dell’udienza di convalida del fermo, svoltasi nel carcere di Castrovillari, entrambi gli indagati hanno deciso di non rispondere alle domande dell’autorità giudiziaria.

Si tratta di Safeer Ahmed e Ali Raza, cittadini pakistani di 31 anni, raggiunti da un provvedimento di fermo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei quattro braccianti. I due sono accusati di omicidio plurimo aggravato.

Davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Orvieto Matonti, gli indagati si sono avvalsi della facoltà prevista dalla legge di non rendere dichiarazioni. Al termine dell’interrogatorio, il magistrato ha rinviato ogni decisione, riservandosi di pronunciarsi sulla richiesta di convalida del fermo e sulle eventuali misure cautelari.

La difesa dei due trentunenni è affidata agli avvocati Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, che assistono gli indagati nelle diverse fasi del procedimento.

L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio le circostanze che hanno portato alla morte dei quattro lavoratori agricoli, un caso che ha suscitato forte attenzione da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni.

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