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[FOTOGALLERY] Buche, voragini e marciapiedi privi di pavimentazione: il volto delle strade di Cosenza ai confini di un “viaggio post-bellico”

di Roberta Mazzuca – Continua a farsi sentire, nella città di Cosenza, l’annoso problema delle buche. Vere e proprie voragini che percorrono l’intero manto stradale, da Via Popilia a Via Pomponio Leto, da Viale Mancini a Via Lupinacci, da Piazza Fera all’Autostazione, ogni zona è corredata dai suoi “crateri”, che sono diventati ormai parte costitutiva della città insieme ai loro amici “rifiuti”. Non pochi disagi creano ai suoi abitanti, dagli automobilisti, costretti a schivarle in uno slalom infinito che si unisce alla beffa di ritrovarsi in un altro cratere dopo averne appena schivato uno, tanto è il numero e la concomitanza; ai motociclisti e ai ciclisti, che rischiano anche di più, finanche la vita, come molti casi di cronaca cittadina purtroppo testimoniano; per finire ai pedoni che, camminando per le strade o sui marciapiedi anch’essi ridotti in condizioni disastrose, si ritrovano a cadere e farsi male, come testimoniato da alcuni passanti durante il nostro tour-reportage tra le strade cosentine.

Moltissime sono state le segnalazioni in questi mesi. L’ultima quella di una studentessa del Liceo Scientifico “Enrico Fermi”, che descrive così la situazione: “Le vie della città sembrano uno scenario di guerra. Tante sono le buche, sempre più profonde, delle vere e proprie fosse delle Marianne. Guidare a Cosenza è diventata una missione più che un’esigenza o un piacere”. Potrebbe apparire eccessivo paragonare lo scenario cittadino a quello di guerra, eppure l’immagine rappresenta chiaramente e tristemente la realtà delle cose. Un manto stradale disastrato, che si presenta davvero come reduce di un bombardamento, con voragini profonde e di enormi dimensioni, e in condizioni che si aggravano ulteriormente ai primi segni di maltempo. Buche “rattoppate” che si riaprono al passaggio dei veicoli, tombini ampiamente al di sotto del livello stradale, griglie mancanti o completamente rotte, marciapiedi privi di pavimentazione, e perfino radici degli alberi che irrompono dal suolo. Uno scenario post-bellico che non è difficile documentare, basta aver voglia di una passeggiata e portare con sé un cellulare. Ad ogni passo, si potrà osservare una buca, dentro la quale si può finire senza troppi problemi, se non si presta attenzione, in uno scenario post-bellico che, tra rifiuti, strade dissestate, cantieri infiniti come quello su Viale Mancini, e i rovinosi crolli avvenuti nel Centro Storico, figli di un degrado generale che attraversa l’intero territorio, presentano il volto di una città che è ancora ben lontana dal ritrovare i suoi splendenti albori.

“Di rientro da scuola, – continua ancora la ragazza – su via Alessandro Lupinacci, un cratere ha letteralmente sventrato il mio pneumatico e piegato un cerchio in lega, causando più di 200 euro di danni. Il mio appello va al sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e all’assessore Francesco De Cicco, per poter agire in qualunque modo possibile per la bitumazione delle arterie della città, vie percorse ogni giorno da migliaia di automobili e decine di mezzi pesanti, che stanno causando danni per diverse migliaia di euro”.

Il piano di “ricostruzione”: al via i lavori di bitumazione del manto stradale e il ripristino della segnaletica

E proprio a Francesco De Cicco, assessore alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade che ha annunciato per oggi l’inizio dei lavori, abbiamo voluto chiedere spiegazioni in merito alla questione. “Perché le strade sono in queste condizioni?” – gli domandiamo. “Purtroppo il maltempo non c’è stato d’amico, – risponde l’assessore – in quanto ha fatto ritardare degli interventi sulle strade che eravamo già pronti ad iniziare circa un mese e mezzo fa. Oggi, invece, con le temperature elevate, abbiamo fatto un piano di bitumazione che sarà seguito anche da una squadra creata per il controllo di chi bituma e anche di chi fa i lavori della Fibra, dell’Enel, e della Tim. Dunque, Cosenza sarà di nuovo una città senza buche, con molte strade ripristinate”. L’assessore, infatti, ci annuncia che non ci saranno solo interventi di copertura di buche, ma che i tratti più interessati e segnalati dai cittadini, come i Tredici Canali, Via Pomponio Leto, Via degli Stadi, i collegamenti a Mendicino e Laurignano, saranno tutti scarificati, ripuliti e bitumati. “Utilizzeremo anche le cooperative sociali”, aggiunge. “Ogni mattina prenderemo due metri cubi di bitume e andremo nei quartieri, nelle periferie, a ricoprire le buche”.

Altro tema di fondamentale importanza quello della segnaletica, avanzato anche da Ettore Lupo, vicepresidente Fiab Cosenza Ciclabile: “Hai presente Via Caloprese, nell’ultimo tratto che va da Piazza Loreto a Piazza Europa?”, spiega ai nostri microfoni. “Ecco, in quel tratto c’è un pezzo di corsia preferenziale dei bus, che è stata dismessa nella pratica, ma formalmente ancora esiste. Gli autobus non ci passano, ma oggi, ad esempio, ho visto qualcuno in automobile che, anziché fare la rotonda, è andato contromano sulla preferenziale ed è risalito verso Via della Repubblica”. Un racconto che riporta alla luce non soltanto il problema della segnaletica, spesso obsoleta o inesistente, con i continui cambi alla viabilità subiti in questi anni, ma anche quello dell’anarchia che a Cosenza regna sovrana sulle strade, dal non rispetto alla guida fino alle soste vietate ma, non si sa come, concesse, che creano non pochi disagi alla città.

Sulla segnaletica, l’assessore De Cicco ci tiene a dire che: “Partiremo anche con il nuovo piano della segnaletica orizzontale e verticale. Rifaremo tutte le strisce pedonali, daremo una città più pulita, più sicura, e senza una buca. Per quanto riguarda invece i marciapiedi, con le cooperative stiamo già lavorando. Abbiamo diviso la città in tre zone: zona Centro Storico, zona Centro, e zona Nord. Tre squadre che stanno già intervenendo su tutta la manutenzione dei marciapiedi, sempre con l’aiuto dei cittadini, che ascoltiamo e con i quali ci confrontiamo. Ne abbiamo già recuperati tantissimi, ad esempio Corso Italia, Corso Umberto, Via Piave, Via Popilia e via degli Stadi. Abbiamo recuperato tantissimi pezzi di marciapiede che erano dissestati da anni”.

Una ricostruzione dell’intera città, insomma, che è sicuramente necessaria e che ci si augura venga portata a compimento, nella speranza che camminare tra le strade in cui si è nati e cresciuti non debba più somigliare a un viaggio post-bellico tra luoghi che non riconosciamo, devastati dall’abbandono, dall’incuria, e da anni e anni di totale indifferenza.

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