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Caporalato, Castellucci (Fai Cisl): “Fronte comune per legalità e lavoro dignitoso”

 “Quanto accaduto ad Amendolara dovrebbe indurre tutti a un maggiore senso di responsabilità, non sono più tollerabili quelle forme di illegalità che danneggiano non solo i lavoratori ma anche le imprese che subiscono dumping e concorrenza sleale. Si conferma il bisogno di un vero Patto sociale, come sta proponendo la Cisl, per superare un modello antagonista novecentesco e costruire relazioni moderne con cui sindacati, imprese e istituzioni possano davvero affrontare le sfide epocali che abbiamo davanti”.

Lo afferma il Reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci in un’intervista sul caporalato al quotidiano online Il Diario del Lavoro.

“Sarebbe opportuno – afferma il sindacalista – accelerare tutti quei punti discussi al Tavolo nazionale sul caporalato e non ancora realizzati. Qualsiasi scelta farà la politica, una cosa è certa: non è più tempo di passerelle, per nessuno. Siamo di fronte a una tragedia, servono risposte concrete sui territori. Non servono gli annunci di lotta, né uno stato di polizia, né certe campagne elettorali populiste che creano nemici e mai soluzioni. Bisogna intanto applicare le leggi che abbiamo, poi servono più presidi di legalità, più ispezioni, una seria riforma dei meccanismi di ingresso in Italia, e poi investimenti moltiplicatori che facciano leva su progetti ben strutturati di inclusione, di sviluppo, di crescita professionale. Serve davvero un fronte comune, anche con le forze dell’ordine e tutta la cittadinanza, per mettere in moto uno scatto collettivo di orgoglio in nome della legalità, della partecipazione, del lavoro dignitoso”.

A dieci anni dalla Legge contro il caporalato, Castellucci afferma: “La Legge 199 ha portato molti risultati utili sul piano repressivo. Rimane un riferimento di assoluta importanza anche per la Rete del lavoro agricolo di qualità: per noi continua a rappresentare uno strumento fondamentale per promuovere legalità, trasparenza e dignità del lavoro agricolo, valorizzando le imprese che rispettano leggi e contratti. Sul lato preventivo resta ancora molto da fare: vanno replicate tutte quelle buone pratiche che hanno realizzato progetti sui territori per i trasporti e gli alloggi dei braccianti, la loro formazione, la tracciabilità del mercato del lavoro. Tutti aspetti che bisogna gestire valorizzando di più il ruolo degli enti bilaterali territoriali”.

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