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Aggressioni e minacce fra Calabria e Campania. Avviso Pubblico: “La lotta alle mafie passa attraverso il libero funzionamento dei Comuni”

La sequela di brutali aggressioni e messaggi intimidatori che in queste ore sta colpendo funzionari e amministratori locali in Calabria e in Campania, ci preoccupano particolarmente per il grado di violenza e spudoratezza dimostrati.

Di particolare gravità e ferocia è il pestaggio subito dal responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Vibo Valentia, Andrea Nocita, a cui hanno poi dato alle fiamme l’automobile. Una escalation inquietante che si inserisce in un clima di pressione e intimidazione che ha interessato anche altri rappresentanti dell’amministrazione comunale: dall’assessore al Personale Marco Talarico, destinatario di una lettera intimidatoria, alla dirigente Claudia Santoro, fino al presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello.

Di fronte a questi episodi, assume un valore particolarmente significativo la risposta della comunità istituzionale e dei dipendenti del Comune di Vibo Valentia. «La decisione di prevedere un accompagnamento da parte della Polizia locale nel tragitto verso il Comune, pur non trattandosi formalmente di una scorta, rappresenta un segnale che deve interrogare tutti. Se un dirigente comunale deve essere accompagnato per raggiungere il proprio posto di lavoro, significa che non è in discussione soltanto la sicurezza di una persona, ma la serenità e la libertà dell’intera funzione pubblica», è il commento di Giuseppe Politanò, vicesindaco di Polistena e vicepresidente di Avviso Pubblico.

«Quando vengono colpiti dirigenti, funzionari, amministratori o dipendenti pubblici, viene colpita la capacità delle istituzioni di applicare le regole, assumere decisioni, firmare atti, garantire servizi e tutelare l’interesse generale senza pressioni e senza condizionamenti. È questo il punto politico e democratico che non possiamo permetterci di sottovalutare – spiega ancora il vicesindaco Politanò – La lotta alla criminalità organizzata non passa soltanto dalle grandi operazioni giudiziarie, dai processi o dalle confische. Passa anche dalla possibilità concreta, quotidiana, spesso silenziosa, di un Comune di funzionare liberamente».

A questi fatti si aggiungono le recenti vicende registrate in Campania. A Quarto, il sindaco Antonio Sabino è stato destinatario di pesanti minacce e messaggi intimidatori dopo la decisione dell’amministrazione comunale di procedere alla demolizione dei silos di un ex cementificio confiscato al clan Nuvoletta-Polverino, destinato a essere restituito alla comunità come spazio pubblico e culturale. Messaggi gravissimi che confermano quanto il riutilizzo sociale dei beni confiscati continui a rappresentare uno dei fronti più avanzati e delicati del contrasto alle mafie.

Destano inoltre allarme le denunce avanzate a Casalnuovo di Napoli dalla candidata sindaca Nicoletta Romano, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Prefettura, segnalando presunti condizionamenti mafiosi del voto verificatisi in prossimità dei seggi elettorali, in un contesto che avrebbe portato anche alle dimissioni di un presidente di seggio.

Questi episodi, pur diversi tra loro, raccontano una medesima realtà: amministratori, dirigenti, funzionari pubblici e rappresentanti delle istituzioni continuano a essere esposti a pressioni, minacce e tentativi di condizionamento quando esercitano le proprie responsabilità. E richiedono tutti il massimo approfondimento da parte delle autorità competenti.

La Campania e la Calabria risultano seconda e terza regione per atti intimidatori in Italia, con 876 casi la prima e 872 la seconda. Sono oltre seimila gli episodi registrati dal 2010 ad oggi in tutta Italia, con particolare rilievo nei piccoli comuni, più esposti e vulnerabili. Napoli e Reggio Calabria – 62 Comuni per ciascuna area territoriale – sono le province a far registrare il maggior numero di Comuni colpiti da atti intimidatori. Sono solo alcuni dei dati allarmanti raccolti da Avviso Pubblico, e contenuti nel nuovo Rapporto Amministratori Sotto tiro, che verrà presentato il 19 giugno a Napoli.

«La violenza e l’intimidazione nei confronti di amministratori e funzionari pubblici continua ad inquinare la democrazia e la possibilità per le istituzioni locali di gestire i servizi pubblici e le funzioni che la Costituzione e le leggi dello Stato gli affidano. È una situazione inaccettabile soprattutto in alcune regioni del Mezzogiorno che merita attenzione e impegno da parte delle forze dell’ordine e della magistratura per l’individuazione dei colpevoli», dichiara Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico. «Spetta alla politica la responsabilità di condannare questi comportamenti con spirito unitario e di mettere in campo strumenti e risorse, a partire dalla conferma del fondo destinato agli amministratori sotto tiro, per non lasciare nella solitudine chi ogni giorno fa i conti con i problemi dei cittadini e la pressione di violenti e mafiosi».

Avviso Pubblico rinnova la propria vicinanza e solidarietà ad Andrea Nocita, a Marco Talarico, a Claudia Santoro, ad Antonio Iannello, al sindaco Antonio Sabino, a Sabrina Romano e a tutti coloro che, nell’esercizio delle proprie funzioni, sono oggetto di intimidazioni e atti di violenza.

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