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Made in Italy, Bruno: “Rendere l’artigianato attrattivo per i giovani e usare tutte le leve legislative per rilanciarlo”

Non una semplice celebrazione, ma un momento di confronto concreto sul presente e sul futuro dell’artigianato calabrese. È questo il senso dell’iniziativa “Made in Italy: identità, qualità, futuro”, promossa da Confartigianato Imprese Calabria e ospitata al Complesso Monumentale San Giovanni, inserita nel calendario nazionale dedicato alla Giornata del Made in Italy.

Nel corso dei lavori, che hanno messo al centro il valore del “saper fare” come leva di sviluppo economico, culturale e sociale, è intervenuto il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che ha posto l’accento su una delle criticità più urgenti: la perdita di attrattività dell’artigianato per le nuove generazioni.

“Il tema centrale oggi è rendere di nuovo attrattivo l’artigianato per i giovani – ha affermato Bruno –. Troppi ragazzi vanno via, non perché non abbiano capacità, ma perché non sono messi nelle condizioni di aprire un’attività e costruirsi un futuro. È questo il problema che dobbiamo affrontare con grande determinazione”.

Un richiamo diretto anche al ruolo della politica regionale: “La Regione ha in mano la leva legislativa e deve utilizzarla fino in fondo. Significa attivare strumenti concreti e, soprattutto, mettere in moto finanziamenti che troppo spesso restano inutilizzati o tornano indietro. I fondi europei devono essere indirizzati in modo mirato, capaci di generare sviluppo e migliorare la qualità della vita”.

Nel suo intervento, Bruno ha sottolineato come l’artigianato rappresenti non solo un comparto economico, ma un elemento identitario: “Spingere esclusivamente verso l’industrializzazione significa perdere quell’unicità che il prodotto artigianale garantisce. L’artigianato è qualità della vita, è radicamento nei territori, è valore sociale oltre che produttivo”.

Il consigliere ha poi richiamato il rischio concreto di dispersione di competenze e mestieri storici: “Stiamo perdendo professionalità che erano la ricchezza della nostra regione: fabbri, falegnami, tante attività legate anche al mondo agricolo. Produzioni che oggi vengono spostate verso l’industria e che invece dobbiamo recuperare e rilanciare”.

Da qui la necessità di un cambio di approccio: “Non bastano le parole. Servono investimenti, formazione e una catena legislativa capace di accompagnare i giovani. A un ragazzo non possiamo dire ‘vieni a lavorare’, ma ‘vieni a costruirti un futuro’. Questo significa creare condizioni reali, anche in termini di qualità della vita, per renderlo protagonista del proprio percorso”.

Un passaggio importante è stato dedicato anche alla semplificazione burocratica: “Aprire un’attività artigianale oggi significa spesso essere schiacciati dalla burocrazia. Dobbiamo costruire meccanismi più snelli, con maggiori agevolazioni e meno ostacoli, per consentire a chi vuole intraprendere di farlo davvero”.

Infine, Bruno ha dato piena disponibilità ad avviare un percorso operativo: “Nei prossimi giorni sono pronto a confrontarmi con Confartigianato per individuare i punti su cui intervenire e attivare strumenti normativi capaci di mettere in movimento risorse importanti. C’è una sensibilità diffusa su questi temi anche tra i colleghi in Consiglio regionale: è il momento di tradurla in azioni concrete”.

Un intervento che si inserisce pienamente nel solco del confronto avviato dall’iniziativa, che ha ribadito come il futuro della Calabria passi anche dalla capacità di valorizzare il proprio patrimonio produttivo e culturale, rilanciando l’artigianato come elemento fondante di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.

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