I prezzi delle abitazioni in Calabria registrano una lieve crescita anche nel secondo trimestre del 2026. Secondo l’ultimo report elaborato dall’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare N.1 in Italia, il valore medio regionale aumenta dello 0,2% e raggiunge 922 euro al metro quadro, un livello sotto la media nazionale di 1.903 euro/m². Su base annua la crescita si attesta all’1,2%, mentre rispetto al mese precedente l’aumento è dello 0,5%.
Province
A livello provinciale il quadro mostra segnali di rallentamento. Il rialzo più marcato del trimestre si osserva a Crotone, che cresce dell’1,5%, seguita da Cosenza (1%). In controtendenza Vibo Valentia (-1,7%) e Catanzaro (-1%) e Reggio Calabria (-0,4%).
Sul fronte dei valori assoluti, Vibo Valentia si conferma la provincia più cara della regione con 1.255 euro al metro quadro, seguita da Catanzaro (941 euro/m²), Crotone (914 euro/m²), Cosenza (908 euro/m²), Reggio Calabria (790 euro/m²).
Capoluoghi
Nei capoluoghi prevale un andamento negativo. L’aumento più forte si osserva a Crotone, dove i prezzi salgono del 5,3%, seguita da Cosenza (2,4%), quest’ultima registra un aumento del 6,8% sull’anno. In flessione Reggio Calabria (-0,9%) e Catanzaro (-0,5%) e Vibo Valentia (-0,4%).
Per quanto riguarda i valori assoluti, Crotone si conferma il capoluogo più caro della regione con 1.132 euro al metro quadro, davanti a Cosenza (1.050 euro/m²), Catanzaro (931 euro/m²), Vibo Valentia (850 euro/m²), Reggio Calabria (784 euro/m²).
Il report completo è consultabile al seguente link: https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/vendita/calabria/
Aumento dei prezzi delle abitazioni nel secondo trimestre 2026
Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio Studi di idealista, i prezzi delle abitazioni usate in Italia hanno registrato un incremento dello 0,6% nel secondo trimestre 2026, portando il valore medio a 1.903 euro al metro quadro. Su base annuale, la crescita è del 4,1%, confermando la tendenza al rialzo del mercato immobiliare italiano.
Milano rimane la città più costosa, con un prezzo medio di 5.165 euro al metro quadro. Sebbene i valori abbiano registrato una lieve flessione dello 0,5% nell’ultimo trimestre, su base annua si osserva ancora una crescita piuttosto contenuta, pari all’1,2%. Milano continua a mantenersi su livelli elevati, a seguito degli incrementi costanti degli ultimi anni.
Roma ha visto una crescita dell’1,8% nel trimestre, con un prezzo medio che ha raggiunto 3.429 euro al metro quadro, confermando il trend positivo della capitale che prosegue con una crescita accumulata del 6,7% su base annua, anche se piuttosto lontana (-19,3%) rispetto ai massimi toccati dalla capitale nel 2012.
Napoli ha registrato un incremento dell’1,1%, con il prezzo che si attesta a 1.860 euro al metro quadro. Il capoluogo ha registrato un aumento pari al 4% negli ultimi 12 mesi, 9% in meno rispetto ai massimi storici del 2012.
Il 64% dei capoluoghi monitorati ha visto un aumento dei prezzi, con i maggiori incrementi a Nuoro (6,9%), Crotone (5,3%) e Lodi (4,6%). Al contrario, alcune città hanno registrato cali, tra cui spiccano Barletta (-4,1%), Campobasso (-4%) e Ascoli Piceno (-3,5%).
Secondo Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: “Il secondo trimestre 2026 conferma la crescita dei prezzi delle case usate in Italia, in un mercato sostenuto da una domanda che resta solida e da uno stock in costante e progressiva contrazione. I principali mercati riflettono questa tendenza, con un aumento generalizzato dei valori. Fa eccezione Milano, dove i segnali di raffreddamento iniziano a riflettersi sui prezzi — una dinamica che, complice anche il recente rialzo dei tassi deciso dalla BCE, nei prossimi mesi potrebbe estendersi ad altre piazze.”
L’indice dei prezzi degli immobili idealista
A partire dal rapporto relativo al secondo trimestre del 2022, abbiamo aggiornato la metodologia di calcolo per la determinazione del prezzo delle abitazioni rimuovendo gli annunci di aste dal campione storico di idealista (da gennaio 2012 ad oggi).
Tale approccio permette di minimizzare le distorsioni statistiche derivanti dai prezzi di questi annunci, che non rispecchiano l’effettiva richiesta del proprietario, ma il prezzo di base d’asta (prezzo inferiore al suo valore), e garantisce la massima accuratezza del nostro report.
Dal 2021 abbiamo osservato una presenza crescente di annunci di aste sul portale, soprattutto nelle aree urbane, da qui la scelta di intervenire per rimuovere gli annunci prima di procedere al calcolo per minimizzare le distorsioni del campione e far sì che le serie di prezzi generate siano più stabili e rappresentino al meglio i prezzi di offerta.
Nel 2019 idealista aveva introdotto una nuova metodologia di calcolo tesa a rendere la nostra analisi dell’evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Per evitare salti nella nostra serie, i dati dal 2007 erano stati ricalcolati con la nuova metodologia.
Su raccomandazione del team statistico di idealista/data, divisione specializzata nella gestione di grandi volumi di informazioni e nel data modeling, avevamo aggiornato la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, si calcola il valore mediano invece del valore medio. Con questo cambiamento, oltre ad affinare ulteriormente il nostro indice rendendolo più rispondente alla realtà del mercato, omologhiamo la nostra metodologia a quelle applicate in altri Paesi per ottenere dati immobiliari.
Tra le tipologie immobiliari che compongono il campione da analizzare, vengono incluse le case unifamiliari (viletta o chalet), mentre sono esclusi gli immobili, di qualsiasi tipo, che sono rimaste nel nostro database senza ottenere interazioni utente per molto tempo. Inoltre, a partire da questo mese sono state scartate anche le aste. Il rapporto è sempre basato sui prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti di idealista.
