Continuano ad aumentare gli infortuni che si verificano durante gli spostamenti tra casa e lavoro. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Inail, nei primi cinque mesi del 2026 le denunce per incidenti “in itinere”, escluse quelle che riguardano gli studenti, hanno raggiunto quota 39.742, facendo registrare un incremento del 9,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il fenomeno evidenzia una crescita costante anche nel confronto con gli anni precedenti. Rispetto al 2024 l’aumento è del 6,5%, mentre confrontando i dati con il 2019, ultimo anno prima della pandemia, l’incremento supera il 3%. Sale anche il peso di questa tipologia di incidenti sul totale degli infortuni denunciati: l’incidenza passa dal 17,1% del 2019 al 18,6% del 2026.
L’incremento interessa soprattutto il settore dell’Industria e dei servizi, dove le denunce salgono da 31.845 a 34.896 casi (+9,6%), e il comparto del Conto Stato, che registra un aumento del 13,3%. In controtendenza, invece, l’Agricoltura, dove gli incidenti denunciati diminuiscono del 7,7%.
Dal punto di vista territoriale, la crescita più consistente si registra nel Mezzogiorno. Il Sud fa segnare un aumento del 14,2%, seguito dal Nord-Est (+13,2%), dal Nord-Ovest (+8,8%), dalle Isole (+7,5%) e dal Centro (+5,1%).
Tra le regioni spicca la Calabria, dove le denunce aumentano del 25,2%, secondo dato più elevato a livello nazionale dopo il Molise (+42%). Incrementi significativi si registrano anche in Emilia-Romagna (+22,3%) e Liguria (+18,7%), mentre l’unica flessione riguarda la provincia autonoma di Bolzano (-2,4%).
L’aumento coinvolge sia gli uomini (+10,9%) sia le donne (+8,6%), oltre ai lavoratori stranieri (+12,8%) e a quelli italiani (+8,9%). Sotto il profilo anagrafico, gli incrementi più marcati interessano la fascia tra i 60 e i 69 anni (+17,7%), seguita dai lavoratori tra i 20 e i 29 anni (+12,3%).
Sul fronte degli incidenti mortali, invece, il quadro appare in lieve miglioramento. Nei primi cinque mesi dell’anno le denunce per infortuni in itinere con esito fatale sono state 97, dieci in meno rispetto alle 107 registrate nello stesso periodo del 2025. Rimangono tuttavia superiori ai livelli rilevati nel quinquennio compreso tra il 2020 e il 2024.
La diminuzione riguarda soprattutto il settore dell’Industria e dei servizi e interessa sia il Sud sia il Nord del Paese. In calo anche le denunce mortali che coinvolgono lavoratrici e lavoratori italiani, mentre si registra un lieve aumento tra i lavoratori stranieri.
