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Lotta al caporalato, Madeo (Pd): “Sì al tavolo permanente ma bisogna fare di più”

“Che il tavolo permanente per il monitoraggio delle condizioni in cui braccianti, e più in generale gli operai del settore agricolo lavorano, proposto oggi in seno alla Sesta Commissione, sia uno strumento concreto e non una proposta di facciata al quale seguano poi provvedimenti amministrativi e legislativi concreti”.
“Perché quello che è accaduto ad Amendolara è sicuramente agghiacciante, ma anche la punta più brutta e disumana di un iceberg che rappresenta una situazione opaca in cui versano molti lavoratori: in Calabria oltre 12 mila operai prestano manodopera in maniera irregolare”.
“L’opinione pubblica resta allibita difronte ad un evento che scuote le coscienze e che indigna allo stesso tempo. Ma ciò che è accaduto in Calabria, con i quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, non può essere definita una tragedia”.
“Questa è una strage di Caporalato, e dare il nome corretto alle cose è un primo passo verso la CONSAPEVOLEZZA. Solo avendo il coraggio e soprattutto la responsabilità di guardare le cose per come stanno possiamo davvero prevenire gli eventi”.
“L’ultima stima dell’ISTAT ci dice che sono circa 200mila i lavoratori irregolari occupati nel settore agricolo in tutto il Paese, ben 12mila solo nella nostra regione”.
“Uno sfruttamento che non nasce da ora ma che conosciamo fin troppo bene e verso il quale, il fatto di cronaca aggancia terribilmente chi di dovere alle responsabilità, non è stato fatto abbastanza”.
“Occorrono dei censimenti che ci possano dare contezza precisa di quante persone lavorano nei nostri campi, bisogna attivare l’incrocio trasparente tra domanda e offerta di lavoro e l’applicazione della responsabilità solidale, che sanziona sia i caporali che gli imprenditori sfruttatori”.
“È necessario agire sul sistema dei trasporti, perché è già dalla selezione di chi può salire o meno su quei furgoni che partono dalle nostre Statali ai campi che si innesca un meccanismo di prevaricazione, ricatto e di logiche mafiose”.
“Urge un rapido cambio di passo sul piano culturale, dove lo sfruttamento non solo è tollerato ma è quasi giustificato in cambio di fragole a buon prezzo che arrivano sulle nostre tavole attraverso una filiera sporca di sangue”.
“Domani ad Amendolara, alla manifestazione organizzata dalla Cgil, si vuole segnare un netto spartiacque tra quello che è stato e quello che invece dovrà essere”.
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