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Caporalato, Terra Viva: “Non basta l’indignazione, serve un’assunzione collettiva di responsabilità”

Terra Viva esprime profondo cordoglio e ferma condanna per il terribile delitto di Amendolara, maturato in un contesto segnato dal caporalato, dallo sfruttamento del lavoro e da dinamiche criminali che nulla hanno a che vedere con la vera agricoltura italiana.

L’uccisione dei quattro lavoratori immigrati rappresenta una ferita gravissima per l’intero Paese e impone una risposta forte, unitaria e senza ambiguità. Di fronte a tragedie come questa non bastano l’indignazione e le parole di circostanza: occorre rafforzare l’azione di contrasto alle organizzazioni criminali, colpire ogni forma di intermediazione illecita e costruire condizioni di legalità, dignità e sicurezza per tutti i lavoratori.

La stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli italiani opera nel rispetto delle regole, dei contratti e della dignità delle persone. È proprio per difendere questa agricoltura sana che bisogna isolare senza esitazioni chi sfrutta il lavoro, alimenta il sommerso e danneggia l’intero sistema produttivo.

I principi che guidano Terra Viva sono chiari e non negoziabili. Il nostro Codice Etico richiama ogni associato a promuovere l’agricoltura come una comunità di persone, fondata sulla legalità, sull’integrazione e sul rispetto reciproco, contrastando ogni forma di opportunismo, intermediazione illecita e sfruttamento.

Terra Viva rinnova inoltre il proprio impegno a favore dell’applicazione dei contratti di lavoro, della trasparenza delle filiere, della sicurezza nei luoghi di lavoro e della piena valorizzazione della persona, indipendentemente dalla provenienza geografica o dalla nazionalità.

Da questa tragedia deve nascere un’assunzione collettiva di responsabilità. Servono più controlli, strumenti efficaci per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, trasporti regolari per i lavoratori agricoli, soluzioni dignitose per l’accoglienza abitativa e una più forte collaborazione tra imprese, organizzazioni professionali, sindacati e istituzioni.

La legalità non è un costo ma una condizione indispensabile per il futuro dell’agricoltura italiana. Per questo Terra Viva continuerà a essere in prima linea affinché il lavoro agricolo sia sempre sinonimo di dignità, inclusione, sicurezza e giustizia sociale.

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