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Strage di Amendolara, CIA Calabria: “Condanna ferma e senza ambiguità. Isolare i crimini e tutelare l’agricoltura sana”

Il Comitato Esecutivo di CIA – Agricoltori Italiani Calabria esprime una condanna ferma, netta e senza alcuna ambiguità per l’agghiacciante vicenda avvenuta ad Amendolara, in provincia di Cosenza, dove quattro lavoratori agricoli hanno perso la vita in circostanze drammatiche e disumane. Una tragedia immane che colpisce profondamente la Calabria e l’intero Paese, davanti alla quale il mondo agricolo e le istituzioni hanno il dovere di assumere posizioni chiare ed inequivocabili.
Ai familiari delle quattro giovani vittime va il più profondo e sentito cordoglio di tutta la CIA calabrese. Su quanto accaduto è necessario che la magistratura e le forze dell’ordine facciano piena luce e in tempi rapidi, accertando ogni singola responsabilità e smantellando la rete criminale in cui questa barbarie è maturata. E’ giusto che fatti di tale inaudita gravità provochino una reazione immediata e rigorosa da parte dello Stato, degli organi di controllo e dell’intera società civile.
«Il caporalato, lo sfruttamento paraschiavistico e la violenza criminale rappresentano una piaga assolutamente inaccettabile — dichiara il Comitato Esecutivo di CIA Calabria —. Queste pratiche non solo negano brutalmente la dignità della persona umana, ma feriscono a morte l’intero mondo agricolo, mettendo sulla graticola le migliaia di imprese sane, trasparenti e oneste che ogni giorno operano in Calabria nel rigido rispetto delle regole, dei contratti di lavoro e della sicurezza sui luoghi di lavoro».
La confederazione regionale ribadisce con forza che l’agricoltura calabrese e italiana non può e non deve essere associata a sistemi illegali, criminali e degradanti. Il comparto primario della nostra regione è fatto in larghissima parte da imprese e imprenditori onesti che creano valore economico, sociale e ambientale, presidiano e tutelano il territorio e producono eccellenze agroalimentari apprezzate in tutto il mondo in totale legalità. Proprio a tutela di questo patrimonio economico e sociale, chi sfrutta e ricorre a pratiche violente deve essere individuato, isolato ed estromesso con severità dal tessuto produttivo, mentre chi opera nella legalità deve ricevere massimo sostegno, semplificazione e tutela dalle istituzioni.
Di fronte a un dramma di questa portata, CIA Calabria lancia un appello a tutte le forze sociali e istituzionali per una risposta unitaria, responsabile e non demagogica. La dignità del lavoro agricolo e la sicurezza nei campi sono princìpi non negoziabili che Cia-Agricolturi Italiani ha inserito nel proprio Codice Etico. Nei campi calabresi non deve esserci alcuno spazio per sfruttamento, ricatto, illegalità e violenza. Riteniamo che onorare la memoria delle “vittime di Amendolara” significa tradurre l’indignazione in un impegno concreto e strutturale, potenziando i controlli e offrendo strumenti reali alle aziende oneste per contrastare efficacemente ogni forma di intermediazione illecita della manodopera, attuando le politiche per affermare un collocamento pubblico efficace in un quadro di sostegno alla organizzazione dei trasporti e dell’ospitalità, alla formazione degli immigrati e ogni altra azione di contesto individuate anche nei tavoli anticaporalato ufficialmente insediati sul territorio.

 

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