Like a rainbow in the dark. Un arcobaleno targato Ronnie James Dio, figura fondamentale nello sviluppo dell’hard’n’heavy, al centro della diciannovesima edizione del RockOn Martirano Lombardo, da oltre vent’anni impegnato nella divulgazione dei grandi classici della musica rock. Un genere che non può prescindere dall’indimenticato frontman di Rainbow, Black Sabbath e, ovviamente, dell’omonima band che negli anni ’80 ha contribuito a definire l’immaginario e lo stile heavy metal, proiettandolo anche nelle charts di tutto il mondo. Un’eredità raccolta da generazioni e generazioni di musicisti, tra cui i due superospiti internazionali di quest’edizione: Carl Sentance, straordinario cantante, per oltre un decennio, dei Nazareth e membro originale della band di Don Airey, il tastierista dei Deep Purple, e Rowan Robertson, autentico enfant prodige delle sei corde, lanciato ad appena 17 anni proprio da Ronnie James Dio, che lo recluterà per il quinto album in studio della sua band, l’acclamato “Lock Up The Wolves”, in cui è anche co-autore di tutti i brani. Ed è stato proprio l’imponente “Lock Up The Wolves Tour” il fulcro del set di Robertson, probabilmente il chitarrista più dotato e fantasioso mai passato dai Dio, accompagnato da una band affiatatissima composta da Francesco Caporaletti (basso), Alessio Palizzi (batteria) ed Emiliano Tessitore (chitarra), ma soprattutto dallo stesso Sentance, special guest ideale per rendere omaggio a un frontman così iconico (e non è un caso la sua militanza nei Dio Rising, tributo allo stesso Ronnie James). Ne è un chiaro esempio la sua impressionante performance in classici capaci di coprire le tappe più importanti della carriera del cantante italoamericano: dai Dio (“Stand Up And Shout”, “Don’t Talk To Strangers”, “Holy Diver” e l’anthem “Rainbow In The Dark” per il gran finale) ai Black Sabbath (“Neon Nights”, “Die Young” e l’incendiaria “Heaven And Hell”, in cui Robertson, per una volta, ha lasciato le luci della ribalta all’ottimo Tessitore), passando per i primi Rainbow di “Man On The Silver Mountain” e del capolavoro “Rising”, ripescato con una “Stargazer” se possibile ancor più epica. Ma si è trattato soltanto del gran finale di una serata che aveva già toccato vette elevatissime nel primo set di Sentance, sorta di warm up subito partecipatissimo tra brani del suo repertorio solista (“Overload”, “Loaded Gun”, “Alright” e la ballad “Silent Angels”, titletrack del suo ultimo album in studio), dei Nazareth (“This Flight Tonight” e, ovviamente, la celebre “Love Hurts”), dei Persian Risk (“Women And Rock”) e persino di Gary Moore con una sentitissima cover di “Still Got The Blues”.
In apertura, il G3 Calabria, produzione originale RockOn incentrata su tre fra i migliori chitarristi calabresi: Michelangelo De Gregorio, Matteo Procopio e Jo Di Nardo, coadiuvati dalla sezione ritmica composta da Giuseppe Andricciola al basso e Giuseppe Torchia alla batteria, più il misterioso Dr. X alla voce, assente dai palchi da quindici anni, ma ancora dotato di una presenza scenica e un’estensione assolutamente fuori dal comune.
Sono questi gli highlights dell’ennesima edizione da incorniciare, che ha visto anche un altro grande protagonista: il pubblico, forse mai così carico e partecipe. Chiaramente soddisfatti, al termine dell’evento, i membri del RockOn, a partire dal presidente e direttore artistico Vittorio Lanzo: “Quest’edizione, sia da un punto di vista artistico che di partecipazione, è da considerarsi fra le migliori degli ultimi anni, grazie anche a un pubblico incredibilmente partecipativo. Sin dalle prime battute, ma sarebbe meglio dire fin dalle prime note, abbiamo avuto la sensazione di assistere a un evento davvero eccezionale. Le qualità vocali di Sentance, cantante dotato di una grande potenza, una timbrica riconoscibilissima e un’intonazione impeccabile, unite al grande lirismo, chitarristicamente parlando, di Rowan Robertson, hanno fatto sì che lo spettacolo abbia assunto dimensioni di altissimo livello. Una menzione particolare, poi, vorrei farla alla sezione ritmica: e se il grande suono e la precisione di Francesco Caporaletti per noi non sono una novità, il drumming del bravissimo Alessio Palizzi ha stupito i tantissimi fan accorsi all’evento da ogni dove. Un riconoscimento da parte mia, poi, lo merita certamente Emiliano Tessitore, chitarrista dal grandissimo talento e dalla tecnica sopraffina. Sono particolarmente soddisfatto anche del primo G3 Calabria marchiato RockOn. Anche Matteo Procopio, Jo di Nardo e Michelangelo De Gregorio, accompagnati magistralmente da Giuseppe Torchia alla batteria e Giuseppe Andricciola al basso, hanno fatto comprendere fin dalle prime note il livello dell’intera edizione, che, come dicevo, rimarrà certamente memorabile”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il responsabile della comunicazione, nonché componente della direzione artistica, Francesco Sacco: “Siamo molto contenti di quest’edizione, omaggio a un’autentica istituzione hard’n’heavy, nato proprio su nostro input, di cui forse non si parla mai abbastanza, almeno a livello mainstream. Di certo, questo discorso non vale per la comunità metal, come dimostrato dall’incredibile entusiasmo che ha guidato il pubblico non solo durante il set di Rowan Robertson e Carl Sentance dedicato a Dio, ma anche durante quello del cantante britannico, protagonista di una doppia prova assolutamente monumentale. Parliamo di gente che, oltre a essere dotata di un talento fuori dal comune e aver scritto pagine importanti della storia del genere, ama ciò che fa e il loro entusiasmo è riuscito a trascinare un pubblico già abbastanza devoto alla musica di Ronnie James Dio, come ogni defender of the faith che si rispetti, d’altronde. Insomma, in attesa dei festeggiamenti per la nostra ventesima edizione, non potevamo davvero chiedere di meglio. Un’esclusiva mondiale divina, sì”.
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A Night Divine: Carl Sentance e Rowan Robertson infiammano la diciannovesima edizione del RockOn Martirano Lombardo
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